‘Ndrangheta: arrestato Salvatore Facchineri sulla spiaggia di Formicoli

Il boss reggente della cosca. Così gli investigatori definiscono Salvatore Facchineri, 36 anni, allevatore, ritenuto il successore di Luigi a capo dell’omonima famiglia di Cittanova (Reggio Calabria). L’uomo è stato arrestato sulla rinomata spiaggia di Formicoli, vicino Tropea, da carabinieri travestiti da villeggianti. Ricercato dal 25 febbraio scorso, dopo l’evasione dagli arresti domiciliari, Facchineri è

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Il boss reggente della cosca. Così gli investigatori definiscono Salvatore Facchineri, 36 anni, allevatore, ritenuto il successore di Luigi a capo dell’omonima famiglia di Cittanova (Reggio Calabria). L’uomo è stato arrestato sulla rinomata spiaggia di Formicoli, vicino Tropea, da carabinieri travestiti da villeggianti.

Ricercato dal 25 febbraio scorso, dopo l’evasione dagli arresti domiciliari, Facchineri è stato rintracciato seguendo i movimenti dei familiari. Gli investigatori avevano circoscritto le loro ricerche tra Santa Domenica di Ricadi e Tropea ( Vibo Valentia) e ieri pomeriggio intorno alle 16 lo hanno sorpreso sulla spiaggia a Formicoli.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri di Taurianova, supportati dai colleghi di Tropea, sotto la direzione delle Procure della Repubblica di Palmi e Vibo Valentia. Su Facchineri, scrive Julie News, pendono due condanne: una a 10 anni e 6 mesi di carcere per riduzione in schiavitù da parte della Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria e un’altra a 6 anni e 6 mesi per due estorsioni, aggravate dall’associazione a delinquere di stampo mafioso.

I dettagli della cattura su Melito on line:

Non si poteva escludere che l’uomo avesse con sé, nello zainetto, un’arma che sarebbe stata pericolosissima se usata tra la folla dei bagnanti. Due Carabinieri sono quindi entrati in acqua per un bagno, mentre altri due sono rimasti sulla spiaggia. L’intervento è scattato quando Facchineri, per rinfrescarsi, ha deciso di fare un tuffo. I militari lo hanno immediatamente bloccato, in acqua, e lo hanno portato sulla spiaggia, dove lo hanno immediatamente ammanettato, ponendo fine alla sua fuga.Per Facchineri, la scelta della spiaggia non poteva essere migliore: si tratta di una piccola caletta, proprio al di sotto della altissima rupe dove si trova l’ex discoteca “Rebus” di Santa Domenica. Per raggiungerla vi sono due alternative: o una lunghissima ed estenuante camminata sulla battigia da Formicoli o una ripidissima discesa lungo un sentiero scosceso.

Chi sono i Facchineri di Cittanova? Dall’archivio di Mol:

La faida quasi quarantennale, fra i Facchineri da una parte, insieme agli alleati Marvaso e Monteleone, federati con gli Avignone; ed i Raso, gli Albanese, i Gullace e i De Raco, federati con i Ligato, Pesce e Piromalli, dall’altra.  In Fratelli di sangue di Antonio Nicaso e Nicola Gratteri vengono descritti come una storica ‘ndrina che opera a Cittanova sin dalla fine dell’ottocento. Sono ramificati in alcune regioni come Puglia, Umbria e Lazio ed anche all’estero. Nel 1916 vengono processate 20 persone appartenenti al gruppo di Giuseppe Facchineri alla Gran Corte delle Calabrie: Alcuni fanno risalire l’inizio della faida al 23 marzo 1964 con l’omicidio di Domenico Geraci, vicino ai Facchineri, mandante il capobastone di Cittanova, Rocco Ligato.Circa un centinaio i morti ammazzati; compresi donne, bambini ed anziani.

I più noti dei Facchineri sono: Luigi classe 1947, capobastone storico, coniugato, ammazzato a 44 anni, nel corso di un agguato, nelle campagne di Giffone, a colpi di lupara, il 20 febbraio del 1991;  latitante dal mese di agosto del 1990 scarcerato da poco tempo  presunto capo dell’ omonima famiglia coinvolta da decenni in una sanguinosa faida. Ed ancora Domenico Facchineri, latitante, arrestato. L’altra vittima di Giffone (RC) era Cesare Giovinazzo, trentaquattro anni, di San Giorgio Morgeto, latitante. Forse vittime di un tradimento. Altro esponente di primo piano, era un altro Luigi Facchineri, classe 1966 capobastone, prese parte alla seconda faida di Cittanova. Arrestato, in Costa Azzurra il 1° settembre del 1993. Si nascondeva in un lussuoso appartamento di Cannes con vista sulla Croisette, a 100 metri dal Salone del cinema. È qui che, poco prima di mezzogiorno era finita, dopo 14 anni, la latitanza di Luigi Facchineri, 36 anni, mammasantissima dell’ omonima “famiglia” di Cittanova. Ad arrestarlo erano stati gli uomini della Questura di Reggio Calabria in collaborazione con la gendarmeria francese. I Facchineri erano parte integrante del famigerato processone alla  “mafia delle tre province”; a carico di novantasette esponenti delle cosche e’ concluso, dopo quattro anni,  di interminabili udienze. La Corte d’ Assise di Palmi, ha condannato all’ ergastolo undici persone e ha inflitto pene complessive per 460 anni di reclusione.

Dell’arresto in Costa Azzurra di Facchineri e della faida con gli Albanese si legge anche in questo pezzo del Corriere, anno 2002:

Si nascondeva in un lussuoso appartamento di Cannes con vista sulla Croisette, a 100 metri dal Salone del cinema. È qui che ieri, poco prima di mezzogiorno, è finita, dopo 14 anni, la latitanza di Luigi Facchineri, 36 anni, capo dell’ omonimo clan di Cittanova. Ad arrestarlo sono stati gli uomini della questura di Reggio Calabria in collaborazione con la gendarmeria francese. Quando la polizia lo ha circondato, Facchineri stava conversando con alcuni turisti spagnoli e non ha opposto resistenza. La perquisizione nel sontuoso appartamento del latitante, arredato con quadri d’ autore e mobili d’ epoca, ha portato alla scoperta di un vero arsenale: pistole, mitragliette, carabine. Assieme al boss, inserito nell’ elenco dei 30 più pericolosi latitanti italiani, è stato arrestato l’ altro ricercato, Roberto Peregalli, 48 anni, di Voghera.

Nonostante la giovane età, Luigi Facchineri è stato uno dei protagonisti della faida che ha visto contrapporsi la sua famiglia a quella degli Albanese. Un tempo i due clan erano legati da forte amicizia. Ma il rapporto si era inasprito dopo l’ uccisione di un possidente, Domenico Gerace. La vittima, infatti, era sotto la «protezione» dei Facchineri e il suo omicidio innescò una guerra che ha fatto più di 100 morti in vent’ anni, coinvolgendo donne e bambini, e scrivendo pagine di inaudita violenza. Come quella dell’ aprile del 1975, quando uno squadrone di sicari diede l’ assalto alla casa dei Facchineri uccidendo Giuseppe, sparando contro sua moglie Carmela Guerrisi, poco più che ventenne, e ammazzando due fratellini, Michele e Domenico Facchineri, il primo di 12, il secondo di 9 anni.

Foto | Melito on line

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