Bari: omicidio fotografo Mario Scanni. Le indagini

Vanno avanti le indagini sull’omicidio del fotografo Mario Scanni, ucciso domenica nel suo laboratorio a Bari. L’uomo è stato colpito quattro volte alla nuca con un corpo contundente di forma cilindrica. L’assassino gli ha sfondato il cranio con violenza mentre il fotografo era di spalle. Probabilmente Scanni non si aspettava di essere aggredito da una

di remar


Vanno avanti le indagini sull’omicidio del fotografo Mario Scanni, ucciso domenica nel suo laboratorio a Bari. L’uomo è stato colpito quattro volte alla nuca con un corpo contundente di forma cilindrica. L’assassino gli ha sfondato il cranio con violenza mentre il fotografo era di spalle.

Probabilmente Scanni non si aspettava di essere aggredito da una persona che forse conosceva e che per questo aveva fatto entrare nel negozio. Ipotesi rafforzata dal fatto che nessun segno di scasso è stato trovato sulla porta dello studio. Era semplicemente chiusa, senza mandate. Da La Gazzetta de Mezzogiorno:

Non sono state inoltre trovate macchie di sangue nel negozio né lungo il percorso presumibilmente seguito dall’assassino per raggiungere l’uscita. Due le ipotesi al vaglio degli inquirenti: la prima è che il killer abbia colpito a «freddo» la vittima con un oggetto forse di ferro e che fosse in una posizione tale che gli schizzi di sangue non lo hanno raggiunto. Seconda ipotesi, che l’assassino abbia ripulito il pavimento eliminando ogni traccia di sangue e le impronte. Nello studio professionale i cc hanno repertato diversi attrezzi e un tubo che l’assassino potrebbe aver usato per colpire alla testa Scanni.

A scoprire il delitto nel primo pomeriggio di domenica era stato il figlio della vittima che preoccupatosi per il mancato rientro del padre, non rispondeva neanche al telefono, si era recato al laboratorio. Mario Scanni era molto conosciuto all’Università di Bari…

da quasi 30 anni gli studenti si rivolgevano a lui per immortalare l’esame di laurea. Fino alla seduta del mese scorso, nella facoltà di Economia. Ai convegni, alla presentazioni di libri e alle sedute di laurea era sempre presente. E per questo nell’Università aveva coltivato amicizie e rapporti. L’ex rettore Giovanni Girone ricorda che «senza incarichi diretti da parte dell’Ateneo, Scanni era presente in tutte le cerimonie dell’Università. Era una persona corretta, molto disponibile e con una dedizione particolare nei confronti dell’Ateneo».

Foto | La Gazzetta del Mezzogiorno