Sei Nazioni 2015: l’Italdonne merita un palcoscenico degno

Sei Nazioni 2015 – Dopo anni di ‘anonimato’ le azzurre hanno diritto a non ritagliarsi uno spazio solo in streaming sul web.

E’ l’Italia ovale che vince. E non a spot, una volta ogni tanto, con exploit momentanei. L’Italdonne vince e convince ormai da anni. Le tre vittorie di quest’anno – miglior risultato di una qualsiasi rappresentativa azzurra in 16 anni – sono la ciliegina su una torta che però le azzurre stanno preparando da anni.

Silvia Gaudino e le sue compagne hanno entusiasmato sabato i quasi 4mila tifosi accorsi al Plebiscito di Padova e a quegli appassionati che le hanno seguite in streaming web sulla pagina Youtube della Fir. Una visione quasi clandestina, nascosta, lontana dai palcoscenici di DMAX o di RaiSport, cioè le emittenti che trasmettono le nazionali maschili, quella maggiore e l’Under 20.

Eppure l’Italia che entusiasma, che gioca un bel rugby, che vince e convince è quella in rosa. Quelle ragazze dileggiate per anni dai massimi dirigenti federali, quelle ragazze che – va ricordato sempre – un ex campione definì “utili solo per il terzo tempo”, quelle ragazze che faticano (e faccio mea culpa anch’io) a trovare spazio mediatico, ma che vincono. E, soprattutto, che sono un piacere veder giocare, anche se non hanno il pene, come ha scritto su Facebook una rugbista (delle padovane Torelle Sudate) e come vedete nell’immagine qui sopra.

L’Italdonne non avrà le Sharapova, le Cacciatori, le Pellegrini o le Fenninger da proporre per le prime pagine delle riviste patinate, ma non per questo non meritano un palcoscenico mediatico degno di una squadra vincente e bella come quella delle azzurre. Ci pensi la Fir, ma soprattutto ci pensino le emittenti (RaiSport in primis). Perché i numeri sul web parlano chiaro: le azzurre vengono seguite e appassionano. Scommettiamo che, in diretta tv, non sfigurerebbero neanche nell’audience?


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