Rugby & Doping: dalla Francia accuse a Brunel

Nel libro di Pierre Ballester un medico accusa il ct azzurro di aver messo a rischio la salute dei giocatori ai tempi di Perpignan. Ma Brunel contrattacca.

Niente doping, nel suo caso, ma un comportamento comunque “criminale”, che avrebbe messo a rischio “l’integrità e la salute dei giocatori”. Sono pesanti le accuse di un ex medico del Perpignan sulle pagine del libro-inchiesta di Pierre Ballester che apre uno squarcio sul doping nel rugby francese. Accuse rivolte a Jacques Brunel, attuale ct dell’Italia, che però si difende.

“Brunel mi chiedeva di far entrare dei morti in campo, di dare il via libera a far giocare degli infortunati! Ha più volte tentato di impedirmi di far uscire dal campo dei giocatori che erano ko, sono quasi venuto alle mani con lui”.

Queste le parole di Olivier Lambert riportate oggi su Onrugby, parole che non toccano il tema doping, ma mostrerebbero una gestione spregiudicata e pericolosa dei giocatori. Parole cui Jacques Brunel ha risposto su L’Independant, rimandando le accuse al mittente.

“Il dottor Lambert è stato l’assistente del dottor Carlos Vela per qualche mese dopo il mio arrivo al Perpignan. La collaborazione è terminata in seguito a comportamenti che minavano l’unità dello staff. Di fronte a queste accuse menzognere potrei far testimoniare le centinaia di giocatori che ho allenato, gli staff con cui ho lavorato nei miei 27 anni di carriera da allenatore”.

Così Brunel, che ha parlato di un personaggio “in cerca di notorietà” e ha ribadito di non aver mai “derogato al principio del rispetto dell’integrità fisica e morale dei giocatori”. Parlando poi di doping, Brunel ha negato che vi sia un doping organizzato nel rugby. Ma questo è un altro tema.


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