Rugby & Giornalismo: Quel Caressa in un pugno… di mosche

Il direttore di Sky Sport 24 prende in giro l’Italrugby e la stampa ovale, ma la sua gufata non basta.

Che l’enfasi attorno alla nazionale italiana di rugby (e attorno al rugby in generale) a volte sia esagerata e addirittura stucchevole è vero. Lo abbiamo scritto anche qui che quell’insistere sui valori, sulla presunta superiorità morale, sull’eccesso di “difesa d’ufficio” dell’Italrugby spesso siano fastidiosi ed esagerati. Ma, dall’altra parte, c’è anche chi fa peggio.

Come Fabio Caressa, non un giornalista qualunque ma quello che dovrebbe essere il direttore di una delle più importanti realtà giornalistiche sportive italiane, cioè Sky. Cioè coloro che per anni hanno trasmesso l’Italrugby, ma ora che sono andati alla concorrenza scoprono l’inconsistenza azzurra. Il Caressa (che non è Enzo Biagi, va ricordato) era ospite di Deejay Football Club e si è lasciato andare a uno sfottò pesante, e un po’ fuori luogo, sugli azzurri.

Immaginando una cronaca giornalista del post Scozia-Italia, Caressa ha puntato sulla vittoria scozzese e ha immaginato articoli in cui si difendeva la prestazione azzurra. Con toni (potete sentirlo a questo link, minuto 88) sopra le righe, cappelle giornalistiche (“nessuna vittoria in 5 anni”) e dimostrazione di saper poco di ciò di cui parla (“L’Italia subisce 50 mete e perde con 50 punti di scarto”).

Le critiche sono lecite, anzi, sono e devono essere ben accette. Ma da chi dirige una delle più importanti realtà giornalistiche sportive italiane un po’ più di savoir-faire e di conoscenza ce la si può aspettare. Ok, il programma di Zazzaroni è più comico che giornalistico, ma ridursi a fare la macchietta di un giornalista è triste.

Ah già, Sky ha appena acquistato i diritti per la Rugby World Cup 2015. Dove partecipa l’Italia. Chi sa come l’avranno presa i proprietari di Sky il fatto che il loro giornalista di punta sfotta allegramente una nazionale il cui Mondiale andrà in esclusiva sui loro canali. Non proprio lo spot che mi aspetterei, fossi in loro.


Foto | Radio Deejay

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