Sei Nazioni 2015: Francia, a Roma si farà il destino di Saint-André?

Sei Nazioni 2015 – Il coach del Bleus è al centro delle polemiche in Francia e la sua avventura potrebbe finire prima della Rugby World Cup.

E se non ci fosse Philippe Saint-André sulla panchina francese ai prossimi Mondiali di rugby, quando i Bleus si giocheranno con Irlanda e Italia l’accesso ai quarti di finale? La domanda sta rimbalzando da ore in Francia, dove il ko casalingo con il Galles ha aperto una voragine in una squadra che da due anni non sta convincendo.

Una sola vittoria, all’esordio e soffrendo con la Scozia, poi il ko in Irlanda e, soprattutto, quello casalingo contro il Galles. Una sconfitta che ha chiuso ogni illusione di titolo (ma era fin da subito solo un’illusione, ndr.) e che lascia la Francia a 2 punti, parimerito con l’Italia. E tra due settimane, domenica 15 marzo, a Roma i Bleus sfideranno proprio gli azzurri.

Un derby mediterraneo che metterà in palio ben più della brutta coppa Garibaldi. Una sfida che da un lato non ha nulla da dire o da dare, ma che è fondamentale per entrambi. Per l’Italia, che se infilasse due vittorie consecutive svolterebbe la stagione, uscirebbe ufficialmente da due anni difficili e troverebbe quella serenità mentale che serve per preparare i Mondiali.

Per la Francia perché una nuova sconfitta, la terza consecutiva a Roma, potrebbe portare all’esonero di Saint-André al termine del torneo. Se ne parla, si sussurra, anche se nessuno lo dice ad alta voce. Nel rugby gli esoneri sono rari, un addio a pochi mesi dal Mondiale può essere un suicidio, ma in Francia ormai l’hanno capito tutti: così non si può andare avanti.


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