Sud Africa: quote nere, ai Mondiali si va per razza non per merito

Dopo mesi in cui se ne parlava, ora le “quote nere” diventano realtà nel rugby sudafricano. A partire dalla Rugby World Cup.

Cosa serve per giocare ai Mondiali di rugby? Essere un campione, soprattutto se ti giochi il posto in una squadra come gli Springboks sudafricani. Ma potrebbe non bastare. Perché il governo del Sud Africa ha vinto e la Federazione ovale si è adattata: a partire dalla Rugby World Cup saranno obbligatori 7 giocatori di colore nel foglio gara, con almeno due neri (cioè non meticci).

Una politica che, sulla carta, dovrebbe spingere ad aumentare l’interesse della popolazione di colore nei confronti del rugby e ampliare il numero di neri che giocano con la palla ovale (in verità a livello under 18 l’84% dei giocatori è già nero, ndr.). Una politica che, però, non è altro che discriminatoria e antisportiva. Perché per conquistare un posto in squadra non serve essere il più forte nel proprio ruolo, ma basta avere il colore della pelle giusta.

Ma questo è solo il primo passo di un piano folle e razzista. Il Transformation Strategic Plan, infatti, prevede che ai Mondiali 2019, che si disputeranno in Giappone, vi sia una quota pari al 50% di giocatori non bianchi. Insomma, metà squadra dovrà essere nera o meticcia, e poco importa se ciò significherà lasciare a casa giocatori migliori, ma che hanno il ‘difetto’ di non essere coloured.


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