Casoria, omicidio edicolante Antonio Coppola: c’è identikit dell’assassino

Proseguono le indagini per individuare l’uomo che ieri mattina ha ucciso Antonio Coppola, 40 anni, davanti alla sua edicola a Casoria. L’omicidio sarebbe scaturito in seguito ad una lite per il furto di un grappolo d’uva che il presunto assassino avrebbe rubato nel terreno di un conoscente di Coppola. Scrive Il Mattino:Centrali si sono rivelate

di remar


Proseguono le indagini per individuare l’uomo che ieri mattina ha ucciso Antonio Coppola, 40 anni, davanti alla sua edicola a Casoria.

L’omicidio sarebbe scaturito in seguito ad una lite per il furto di un grappolo d’uva che il presunto assassino avrebbe rubato nel terreno di un conoscente di Coppola. Scrive Il Mattino:

Centrali si sono rivelate le dichiarazioni della moglie della vittima che ieri agli inquirenti ha raccontato dettagli fondamentali sull’uomo che ha ucciso il marito. In particolare il fatto che indossasse gli stessi abiti del ladro d’uva con il quale Coppola, il giorno prima, aveva avuto un diverbio. L’edicolante, infatti, aveva redarguito l’uomo che stava portando via la frutta dal terreno di un suo conoscente che si trova proprio di fronte alla sua edicola.

Una mano agli investigatori potrebbe arrivare dalle immagini delle telecamere di un negozio poco distante dal luogo dell’omicidio.

I carabinieri di Casoria indagano e quell’uomo visto dalla moglie della vittima, che parlava in accento locale e che, quindi, forse è della zona, è stato ripreso anche da alcune telecamere di un negozio vicino. Si vede di sfuggita, ma quelle immagini potrebbero essere determinanti.

Un identikit c’è: minuto, magro in volto, alto circa un metro e sessanta. Intanto, sono state le urla della moglie Rosaria, il suo sfogo ad aver segnato una giornata troppo lunga per Casoria. Rosaria, tra le lacrime, urlando, aggrappandosi ai parenti, camminando a stento, stamattina quasi si giustificava: «Non ho visto che lo stavano uccidendo, non ho visto niente, altrimenti gli avrei detto di stare attento». «Ora poteva godersi la vita, poteva vedere crescere i figli che lo adorano. Loro non erano padre e figli, erano fratelli – dice Rosaria – lui era troppo buono, con tutti. Qualsiasi problema avevamo non faceva che ripetermi ‘Rosaria, l’importante è che stiamo insieme’ Ed ora, non staremo insieme. Mai più».

Foto | Il Mattino