Sei Nazioni 2015: Inghilterra Italia, Venditti “Giocare come nel 2013”

Sei Nazioni 2015 – L’ala azzurra, al rientro da titolare, guarda alla bella prestazione di due anni fa, ma non dimentica sabato scorso.

Dopo la sconfitta interna con l’Irlanda che ha inaugurato il Torneo 2015 del XV di Jacques Brunel, gli azzurri capitanati da Sergio Parisse fanno visita all’Inghilterra, reduce dalla vittoria esterna di Cardiff e unica europea mai sconfitta dalla Nazionale nei venti precedenti scontri diretti.

L’ultima volta a Twickenham, nel 2013, l’Italrugby dopo un primo tempo in difesa uscì nel secondo tempo, mettendo in crisi il XV della Rosa e uscendo sconfitta per 18-10, non senza qualche rimpianto: “Ripartiamo da lì, da quella impresa solo sfiorata in uno stadio come Twickenham che non può non evocare forti emozioni. Due anni fa abbiamo messo loro paura. Ma dobbiamo anche ripartire dalla buona difesa della settimana scorsa contro l’Irlanda – spiega l’ala abruzzese Giovambattista Venditti, sabato al rientro nel XV titolare – andando però ad aggiungere consistenza al nostro attacco. Abbiamo lavorato su entrambi i fronti in questa settimana”.

“Vogliamo tornare protagonisti, sappiamo che non sarà facile farlo a Twickenham ma situazioni semplici, nel Sei Nazioni, non ne esistono. Gli inglesi hanno un piano di gioco semplice ed efficace, basato sulla conquista e sull’occupazione territoriale. Anche noi ci siamo focalizzati molto sulla nostra conquista e sappiamo cosa fare in campo, ci troveranno pronti in ogni situazione di gioco” aggiunge il ventiquattrenne trequarti della Nazionale.

I pericoli, Venditti lo sa bene, potranno arrivare dalla linea arretrata avversaria: “Gli inglesi hanno atleti di qualità eccelsa nel triangolo allargato ed il loro estremo, Brown è in un momento di forma eccezionale. Noi non staremo a guardare, abbiamo le capacità per essere pericolosi in attacco palla in mano ed io e Leonardo (Sarto) abbiamo voglia di dimostrare di cosa possiamo essere capaci palla in mano. E se non arriveranno palloni al largo, vorrà dire che andremo a cercarceli in mezzo al campo”.


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