Madagascar: epidemia di peste, già 40 morti

Epidemia di peste in Madagascar: già 40 i morti, 80 le persone infettate. L’allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Grave epidemia di peste in Madagascar. Al momento, si parla di 40 morti e almeno 80 sono le persone che sono state infettate dal virus. Lo ha reso noto l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha messo in guardia la popolazione contro la “rapida diffusione” della malattia nella capitale, Antananarivo.

Secondo l’Oms, la situazione è resa più difficile dagli elevati livelli di resistenza tra le mosche a uno dei principali insetticida utilizzati, la deltametrina. Il primo morto per peste, nel Paese, si è verificato lo scorso 31 agosto in un villaggio. Nella capitale, finora, di casi mortali se ne sono verificati due. Il governo centrale ha costituito una task force per decidere come intervenire. C’è l’appoggio dell’Oms e il sostegno finanziario della Banca africana di sviluppo.

Il batterio della peste si sviluppa originariamente nei ratti, ma poi viene veicolato attraverso le mosche. Negli esseri umani, si sviluppa in forma bubbonica e se i batteri raggiungono i polmoni, ci si ammala di polmonite, diventando trasmissibile anche attraverso la tosse ad altri esseri umani. Oggi la peste è curabile tramite antibiotici, ma la forma polmonare – una delle forme peggiori – può uccidere in 24 ore.

La mortalità dipende da quanto si interviene rapidamente, ma secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il tasso resta molto elevato. In particolare in Paesi dove il sistema sanitario nazionale non è all’avanguardia. Come appunto il Madagascar. Di sicuro, si tratta di una malattia che pareva ormai sconfitta e che invece ora torna d’attualità.

La peste, dal passato a oggi

La peste è la grande malattia dei libri di storia e, per questo motivo, si tende a considerarla ormai antica. Certo, non siamo più ai livelli delle grandi epidemie di Giustiniano, nel VI secolo, o come la peste nera del XIV secolo, che devastò l’Europa facendo decine di milioni di vittime. Non siamo neanche ai livelli di quella che colpì la Cina e l’Asia tra il 1894 e il 1920.

Però, a differenza del vaiolo, la peste non è mai stata debellata completamente. In uno studio pubblicato su The American Journal of Tropical Medicin and Hygiene, il ricercatore americano Thomas Butler ha raccolto dati tra il 2000 e il 2009 sulla peste. Se il Madagascar risulta essere il secondo Paese più colpito, con 7.182 casi, dietro alla Repubblica Democratica del Congo (10.581 casi), il totale in un decennio è di 21.725 persone colpite, di cui 1.612 decedute. Nei Paesi africani ci sono il 97 per cento delle infezioni dell’ultimo decennio. Ma in classifica ci sono pure la Cina (227 casi) e gli Stati Uniti (57).

A fare paura, c’è un altro dato: in Afghanistan, nel 2007, 83 persone si ammalarono di peste dopo aver mangiato carne di cammello infetta, 17 di queste morirono. Nel 2007, un biologo s’infettò dopo aver lavorato nel Parco Nazionale del Grand Canyon, in Arizona, e aver avuto a che fare con il corpo di un puma.

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