Affari italiani: Gavazzi, Innocenti e quell’invito continuamente dimenticato

Il presidente del Veneto ha spedito una durissima lettera al numero 1 della Federazione in cui lo si accusa di “maleducazione istituzionale”. Leggete perché.

Si inasprisce lo scontro tra il rugby veneto e Alfredo Gavazzi, numero 1 del rugby italiano. L’ultimo “colpo di scena” è una lettera spedita dal presidente del Comitato Veneto a Gavazzi ieri e che, velocemente, è rimbalzato tra social network e inoltri di mail.

In realtà la verità raccontata da Marzio Innocenti nella lettera non sorprende, è da tempo che nell’ambiente ovale veneto si parla di questo “sgarbo” compiuto dalla Fir nei confronti del numero 1 del CIV. Che, però, ora ha deciso di renderlo ufficiale e pubblico.

Di cosa parliamo? Semplice. Da sempre in occasione dei match casalinghi del 6 Nazioni e dei test match novembrini i presidenti regionali vengono invitati allo stadio, ospiti del presidente federale e della Fir. Un beau geste istituzionale, nulla di eccezionale. Di eccezionale, però, come scrive Marzio Innocenti c’è il fatto che – da quando ha vinto le elezioni regionali – l’invito Fir non supera i confini veneti. A Marzio Innocenti l’invito, da quel che scrive lui stesso, non arriva. Uno sgarbo personale, ma soprattutto istituzionale.

Come si legge nella missiva rivolta ad Alfredo Gavazzi e, per conoscienza, ai presidenti dei club veneti, “lei ha pervicacemente riproposto la mia esclusione dalla lista degli ospiti che comprende, senza eccezione alcuna, tutti i miei colleghi Presidenti dei Comitati Regionali. […] Il suo comportamento è censurabile sia sul piano della spicciola educazione di base che su quello della più complessa buona educazione istituzionale”.

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