Savona: nel menu la pizza “Speriamo nel Vesuvio”

Nel menu di una pizzeria savonese c’è anche la specialità “Speriamo nel Vesuvio”. Critiche e minacce al titolare, che risponde con una lettera.

Pizzeria in provincia di Savona: nel menu ci sono pizze dai nomi più fantasiosi: Vallanzasca, Fenomeno, Boia Faus. E poi, anche la pizza “Speriamo nel Vesuvio”. L’associazione I Briganti, sulla sua pagina Facebook, fotografa il menu e, naturalmente, si scatenano le polemiche. Che ci fa una pizza che invoca l’eruzione del vulcano, come fossimo allo stadio ad ascoltare il coro “Dai Vesuvio, lavali col fuoco”?

E’ una pizza razzista? Naturalmente, sui social network si scatenano le critiche al gestore della pizzeria. Che ha voluto dare un nome così ‘maleducato’ a una pizza a base di pomodoro, stracchino, mozzarella, crudo di Parma e rucola. Insorge la gente del Sud, in particolare i napoletani. Che poi sia proprio un locale ligure – in un momento in cui l’alluvione ha creato serissimi danni in tutta la regione – acuisce la rabbia dei meridionali.

Il giorno dopo, la stessa Associazione riporta la lettera di colui che sarebbe il proprietario della pizzeria, Yuri, che dice di aver ricevuto anche minacce nelle tante telefonate di protesta successive alla pubblicazione del menu galeotto. A dire il vero, le scuse paiono un po’ un’arrampicata sui vetri. Ma la lettera, per dovere di cronaca, è giusto riportarla integralmente:

La lettera del titolare della pizzeria

“Buona sera a tutti. Mi chiamo Yury. Mio nonno, Giovanni, è nato e cresciuto a Tocco Caudio, un paese in provincia di Benevento. I nonni della madre di mio figlio emigrarono al nord da Amalfi e da Maiori. Il sangue di mio figlio, Pablo, che ieri ha compiuto 16 mesi, è se non napoletano, certamente per l’80% campano. Alcune settimane fa, vi prego di verificare, alcuni siti (forse non attendibili) riportavano la notizia che, secondo uno studio di un gruppo di vulcanologi americani, il Vesuvio era prossimo a una devastante eruzione”.

“Stavo completando il nuovo menù della pizze. Mi sembrò pertanto “di buon auspicio” utilizzare un’invocazione per dare un nome ad una pizza. “Speriamo nel Vesuvio”… Speriamo che continui a dormire, e che possa conservare la bellezza di Napoli, la patria della pizza. Per me, era ovvio che fosse così. Il senso era chiaro, almeno per me. Il mio pizzaiolo, nato qui, ma napoletano purosangue, mi aveva messo in guardia dicendomi che non tutti avrebbero capito, e anzi, molti, avrebbero stravolto totalmente il senso del nome della pizza”.

“Impossibile… nel menù c’è anche la classica “Napoli”… La mia buonafede è palese. I nomi delle pizze sono tutti, o quasi, un po’…un po’ così…..Mi rivolgo quindi a tutti voi, agli iscritti a questo gruppo, ai Napoletani, ai campani in generale, mi rivolgo soprattutto a tutti coloro che si sono sentiti offesi, insultati, odiati. Non posso darvi torto, certo, chi mi conosce sa perfettamente con quale spirito ho compilato questa lista, ma riconosco che, senza spiegazioni adeguate, questo titolo, soprattutto se estrapolato dal contesto generale, può essere totalmente frainteso, e il suo senso, totalmente stravolto”.

“Questa sera abbiamo ricevuto oltre un centinaio di telefonate, abbiamo cercato di spiegare a tutti le nostre ragioni, accompagnate alle nostre scuse. Ho avuto il piacere di parlare con molte persone che hanno cambiato pensiero, che hanno voluto ascoltare la nostra versione, che hanno a loro volta chiesto scusa. Mi è stato consigliato, per così dire, di cambiare il nome alla pizza. Questa certamente sarebbe la scelta più ovvia. Altri mi hanno consigliato di mantenere il nome, aggiungendo una didascalia che facesse intendere il vero senso del nome. Questa sarebbe la soluzione più diplomatica. Cambiare il nome alla pizza vorrebbe dire ammettere la mia malafede. E perderemmo tutti, io e tutti coloro che si sono sentiti offesi. Accetto dunque gli insulti, le recensioni frutto della rabbia e della concitazione. Mi assumo dunque le mie responsabilità, ma lo faccio fino alla fine, come è giusto che sia. Non avrei mai pensato che il nome di una pizza potesse provocare un polverone così grande e avere tanta risonanza. Ma dalle cose brutte si può imparare, a volte episodi come questo servono a crescere, a migliorare, a confrontarsi, a capire le ragioni di tutti. Ho sentito il dovere di spiegare il perché, di spiegarmi, non certo di giustificarmi. Potrei concludere facilmente, scrivendo FORZA NAPOLI o frasi simili….Uno slogan fa sempre il suo effetto….Ma…..di slogan ne sentiamo tutti i giorni…..e credo che da nord a sud siamo tutti stanchi di sentire frasi fatte, bugie. Non facciamoci la guerra….Il nemico non sono io che sbaglio il nome di una pizza….i miei nemici non siete voi che mi insultate….Siamo Italiani, siamo un grande popolo, più unito di quanto vogliono farci credere. Non perdiamoci, non crediamogli, ma crediamo in noi.Grazie…..Grazie a tutti voi….”. Yury

Pizza Speriamo nel Vesuvio