Coppe Europee: dall’ERC all’ERCC, una rivoluzione che non c’è stata

In settimana dovrebbe venir ufficializzata la nascita dei nuovi tornei continentali per club. Ma dopo mesi di battaglie cambia poco.

Doveva essere l’anno zero del rugby europeo, la rivoluzione che avrebbe cambiato tutto nello scacchiere della palla ovale. La guerra anglo-francese (poi diventata anglo-gallese) contro la Heineken Cup si è, invece, trasformata in un golpe che, di fatto, cambia poco.

Secondo le voci che giungono dalla Gran Bretagna la nuova struttura delle Coppe europee dovrebbe venir ratificata a inizio settimana e, probabilmente, mercoledì arriverà l’ufficialità. Addio Erc, addio Heineken Cup, arriverà la European Rugby Champions Cup. Così, almeno, dovrebbe chiamarsi la nuova manifestazione.

Che non verrà guidata dalla vecchia Erc, ma neanche dal board del Six Nations, con la nascita di una nuova società che avrà sede in Svizzera. E questa sarà la vera novità, con un governo in cui i club avranno più peso, ma dove le federazioni europee non saranno messe ai margini (come inglesi e francesi avevano sperato mesi fa, ndr.). Cambiano i diritti tv, che dall’esclusiva Sky Sports passerà a un binomio tra Bt Sports (per l’Inghilterra) e Sky Sports (per il resto dell’Europa), con i due colossi televisivi pronti a mettere nero su bianco l’accordo.

E in campo? Come detto, da 24 squadre si passerà a 20 squadre. La grande novità è che i club della Pro 12 non avranno il posto assicurato, ma dovranno conquistarselo in campionato. I campioni d’Europa non avranno il posto assicurato, mentre un posto verrà assegnato tramite degli spareggi tra i club dei tre tornei. L’Italia avrà solo un posto garantito, mentre la fu Challenge Cup non vedrà al via i club d’Eccellenza (finalmente si eviteranno le figure europee degli ultimi anni, ndr.), ma la seconda peggior italiana.

Insomma, le Coppe europee cambiano, ma non è rivoluzione. Alla fine ha prevalso la logica del compromesso, con ogni parte che ha ceduto qualcosa. Per arrivarci, però, si è battagliato per oltre un anno, coinvolgendo nel caos anche il futuro dei campionati nazionali, con la Celtic League messa a rischio dai venti di guerra gallesi. Tanto rumore per (quasi) nulla.

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