Rugby & Salute: il TMO anche per le commozioni cerebrali

Sei Nazioni 2015 – Il governo del rugby mondiale chiude l’affaire “George North” assolvendo i medici del Galles. Ma in futuro vuole copertura video anche per gli infortuni.

Prima l’accusa, decisa, poi l’assoluzione. “George North non doveva rimanere sul campo di gioco a seguito di un impatto della testa al 61′ della partita del Galles contro l’Inghilterra nell’RBS 6 Nazioni al Millennium Stadium” ha dichiarato la World Rugby in un comunicato ufficiale. Il governo del rugby mondiale, dunque, mette sul banco degli imputati lo staff medico del Galles che ha permesso all’ala di continuare a giocare nonostante il secondo trauma cerebrale subito nella partita.

Però, continua il comunicato, “World Rugby accetta la spiegazione della WRU che né il personale medico della squadra né il medico indipendente avevano la giusta visuale dell’incidente e conferma che i medici hanno agito nel quadro di informazioni che avevano al momento e che avrebbero compiuto azioni diverse se avessero avuto diretta visibilità a bordo campo o l’accesso al filmato trasmesso in televisione”. Insomma, il Galles ha sbagliato, ma in buona fede.

L’affaire North, dunque, si chiude qui, ma lascia aperta la discussione riguardo a come gestire al meglio gli incidenti di gioco che coinvolgono la testa dei giocatori. E la World Rugby ha dichiarato che si attiverà immediatamente per valutare la fattibilità di misure atte ad aiutare gli staff medici a prevenire conseguenze gravi in caso di commozione cerebrale.

In particolare, si sta valutando l’opportunità di utilizzare la tecnologia del TMO anche per valutare possibili infortuni alla testa durante le partite, così come sarà richiesto di fornire copertura video a bordo campo per il personale medico, oltre ad adottare in tutti i tornei internazionali le norme della Rugby World Cup 2015 per la sicurezza dei giocatori.


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