Affari italiani: Pro 12 tra Treviso e Rovigo

Oggi il presidente Fir Alfredo Gavazzi incontrerà – in due riunioni – i presidenti dei due club veneti. Si scioglierà oggi il nodo sul secondo club celtico?

Giornata probabilmente decisiva per il futuro della Pro 12 italiana, con Alfredo Gavazzi che ha in programma due incontri, che già creano polemiche. Della riunione con Amerino Zatta, cioè Treviso, già si sapeva, ma come scrivevamo ieri, Gavazzi tiene aperta l’ipotesi Rovigo e questa mattina incontrerà anche Francesco Zambelli, cioè il numero 1 rossoblu.

Quello che non è chiaro, anche a leggere le cronache sulla stampa locale veneta, è se l’opzione Rovigo è – nella testa di Gavazzi – un piano B in caso di fallimento della trattativa con la Benetton, o se il presidente federale vuole la rottura con Amerino Zatta per creare una specie di “Zebre 2” a Rovigo.

Nelle interviste degli ultimi giorni Alfredo Gavazzi continua a ribadire che quella Benetton è la prima opzione sul tavolo, ma è anche vero che i motivi di possibile attrito con la dirigenza biancoverde sono tanti. Dalla richiesta di ringiovanire la stessa dirigenza – traduzione, via Vittorio Munari – alla scelta condivisa dello staff tecnico – con Gavazzi sponsor di Brunello e Zatta di Casellato -, per arrivare a quello che sarà l’impegno economico della famiglia Benetton a fronte dei 4 milioni federali (6 milioni come nell’ultimo quadriennio, o un disimpegno che renderebbe il contributi Fir maggioritario?). Cui aggiungere, e non dimenticamocelo, che l’Irb ha rinviato a maggio la decisione sul finanziamento di parte dei costi d’ingresso in Pro 12.

L’impressione, ma è solo quella di uno spettatore esterno, è che l’opzione Rovigo sia la nuova carta pescata da Gavazzi dopo i bluff delle ultime settimane. Presentarsi all’incontro con Zatta senza altre opzioni avrebbe reso la posizione federale debole, con Treviso salvatore della Patria e – soprattutto – unica possibilità sul tavolo. Mettere, invece, sul tavolo l’ipotesi Rovigo significa provare a obbligare Treviso ad accettare compromessi sulla gestione della squadra.

E mentre Gavazzi aspetta i due incontri odierni in silenzio, Amerino Zatta mostra un cauto ottimismo, pur fissando già dei paletti e ricordando cosa è successo negli ultimi 12 mesi, come si legge sulla Tribuna di Treviso. “Io non ho pregiudiziali, dovrò capire quali sono le sue richieste, posso solo dire che davvero questa mi sembra l’ora del buonsenso e dello spirito costruttivo. Anche perché ricordo che siamo in ritardo di oltre un anno, sulla nostra prima richiesta di avere garanzie per il futuro della Celtic, e questo ci ha condizionato pesantemente. Ma abbiamo a cuore il rugby italiano e il suo bene come abbiamo dimostrato in questi anni, investendo tante risorse, e gestendo il club in funzione della nazionale e in piena collaborazione con lo staff azzurro” le parole del numero 1 di Treviso. E, oggi, tocca ai fatti.

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