Missione Rosetta: via libera alla perforazione della cometa

Missione Rosetta: via libera al modulo Philae per la perforazione.

14 novembre – Il coordinatore scientifico dell’Asi, Enrico Flamini, dal centro di controllo del lander Philae a Colonia ha spiegato all’Ansa che è stato dato il via libera all’attivazione del trapano di fabbricazione italiana che perforerà la superficie della cometa obiettivo della missione Rosetta.

La decisione è stata presa considerando che le batterie potrebbero non durare a lungo: Philae è infatti illuminato con un unico pannello solare, dopo l’atterraggio in una posizione sfortunata.

Missione Rosetta: la sonda è atterrata sulla cometa, ma per il Tg4 “è un sasso e niente più”

La missione Rosetta è stata portata a termine e il modulo Philae sta compiendo il suo dovere in una di quelle imprese spaziali che ha affascinato il mondo intero. Non è così per tutti però, almeno non per il Tg4, che in un servizio ha definito la cometa “un sasso e niente più”, spiegando come faccia “quasi male” sapere che il trapano usato per perforare la cometa e inseguire i segreti del sistema solare sia stato costruito in Italia. In cima al post il video del servizio.

Missione Rosetta: la sonda è atterrata

12 novembre – A una distanza di circa 500 milioni di chilometri dalla Terra e a otto anni dalla sua partenza, la sonda interplanetaria Rosetta è atterrata sulla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, raggiungendo l’obiettivo. Ora la speranza è di poter prelevare campioni di elementi capaci di trovare i cosiddetti “mattoni della vita”. Si tratta di una data storica per le esplorazioni spaziali, ora, naturalmente, cresce l’attesa per quello che il lander Philae scoprirà sulla superficie della cometa.

11 novembre – La missione Rosetta ha un compito arduo: investigare le origini del sistema solare. Fantascienza allo stato puro, che potrebbe diventare realtà a partire da domani 12 novembre, quando il modulo Philae si staccherà dalla sonda Rosetta per atterrare sulla cometa 67/P Churyumov Gerasimenko, a 511 milioni di chilometri dalla Terra. Il suolo della cometa verrà poi penetrato con un trapano per analizzarne la composizione chimico-fisica.

Si tratta della prima volta nella storia in cui l’uomo, seppur indirettamente, riesce a mettere piede su una cometa. Giorno storico che si potrà seguire in diretta streaming sul sito dell’Esa a partire dalle 20 di domani. L’hashtag su Twitter è invece #CometLanding: le operazioni inizieranno intorno alle 9.30 di domani, ma i segnali inizieranno ad arrivare da noi solo mezz’ora dopo, il tempo necessario perché le immagini compiano il tragitto fino alla Terra. L’atterraggio è previsto attorno alle 17.

Ci sono voluti dieci anni perché la sonda completasse il tragitto, iniziato il 2 marzo 2004; una volta arrivata sulla superficie della cometa potrà iniziare la ricerca di dati utili a spiegare la nascita del sistema solare. Ma ci sono ancora parecchie incognite: l'”accometaggio” dovrebbe avvenire su Algikia, il sito scelto per lo sbarco. Ci sono voluti decine di giorni per capire che quello era il luogo più adatto, in cui minimizzare i rischi e riuscire comunque a far comunicare il modulo Philae con la sonda, ma la percentuale di probabilità che tutto vada per il verso giusto non è elevatissima: “La zona in cui il lander si poserà è favorevole per il 60%, ma difficile per un 20% e troppo in discesa per la presenza di dirupi per un altro 20%”, spiega il coordinatore scientifico dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Enrico Flamini.

Una giornata importante anche per l’Italia, che in tutta questa missione ha avuto un ruolo fondamentale: in prima linea fin dall’ideazione della missione e che ancora oggi partecipa con numerosi partner: l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), le universitò Parthenope e quella di Padova, Politecnico di Milano, Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Ci sono anche le industrie, con le aziende del gruppo Finmeccanica Thales Alenia Space, Telespazio e Selex ES.

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