Omicidio Antonino Russo a Bagaladi: fermato Carmelo Megale

Si chiama Carmelo Megale ed ha 24 anni l’uomo fermato nella giornata di ieri per l’omicidio di Antonino Russo, 23 anni, ucciso domenica sera a Bagaladi nel reggino. Megale è stato sottoposto a fermo di indiziato delitto ed è stato trasferito in carcere in attesa della decisione del gip. Pare che i due giovani avessero

di remar


Si chiama Carmelo Megale ed ha 24 anni l’uomo fermato nella giornata di ieri per l’omicidio di Antonino Russo, 23 anni, ucciso domenica sera a Bagaladi nel reggino. Megale è stato sottoposto a fermo di indiziato delitto ed è stato trasferito in carcere in attesa della decisione del gip.

Pare che i due giovani avessero litigato nei giorni scorsi per una ragazza contesa e che Megale fosse finito al pronto soccorso. Da qui sarebbe nato il suo rancore verso Russo, poi sfociato – secondo gli investigatori – nell’omicidio del 23enne, freddato con sette colpi di pistola calibro 6,35. Da Reggio Tv:

(…) Solo alcuni stranieri raggiungono la Caserma dei Cc di Bagaladi per rendere la loro testimonianza, rivelatasi comunque importante per collocare l’omicidio dal punto di vista temporale e per fissare la direzione di fuga dell’assassino.

E ancora:

L’identificazione del ragazzo con cui il RUSSO aveva litigato diverse volte, con una cadenza sempre più frequente negli ultimi tempi, ha rappresentato il passaggio successivo, quello grazie al quale i Carabinieri si sono presentati presso l’abitazione dei genitori di Carmelo MEGALE, 24enne anch’egli di Bagaladi.

La perquisizione domiciliare ha permesso di sequestrare alcuni oggetti, ma non ha consentito di ritrovare l’interessato, che da quel momento veniva attivamente ricercato. Altre perquisizioni sono state eseguite, ma tutte con esiti infruttuoso.

Il lavoro complesso eseguito durante le indagini ha consentito di delineare un quadro probatorio capace di sostenere l’accusa contro il MEGALE, che una volta rapportatosi con il proprio legale di fiducia non ha avuto altra soluzione che quella di avvisare i Carabinieri comunicandogli la sua posizione.

L’arma del delitto non è stata ancora rinvenuta. Le indagini, coordinate del Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Francesco Tripodi, mirano ad appurare anche eventuali responsabili di favoreggiamento personale nei confronti del presunto omicida in fuga.

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