Affari italiani: Pro 12, fumata nera per i contributi Irb

Rinviata a maggio la decisione sui 2,4 milioni che la Fir ha chiesto all’International Board per pagare la tassa celtica. Le capacità politiche di Dondi, per la prima volta, non ottengono frutti.

4 milioni a testa per Zebre e Treviso grazie alla tassa d’iscrizione cancellata, con l’Italia socia paritaria nella Pro 12. Questo quello che ha detto Alfredo Gavazzi negli ultimi giorni, ma in verità la tassa d’iscrizione non è sparita e la Fir rischia di pagarla.

Alfredo Gavazzi, infatti, puntava – e punta – sull’aiuto dell’International Rugby Board per pagare la tassa di partecipazione. 2,4 milioni di euro per i primi due anni che sarebbero a carico del governo mondiale e non della Fir, per poi ridiscutere tra due anni con i celti, sperando che le variabili (diritti tv e sponsor) siano cambiate. Altrimenti la tassa c’è e vale 4,8 milioni in quattro anni. Altro che soci paritari.

Per farlo il presidente Fir si è affidato a Giancarlo Dondi, esponente italiano nell’Irb, che tre giorni fa ha portato la richiesta italiana davanti al Board mondiale. Affidarsi a Dondi è, o sembrava, una mossa intelligente e vincente. L’ex presidente federale, infatti, nella sua lunga carriera dirigenziale ha mostrato una capacità politica unica in ambito mondiale, riuscendo a portare a casa risultati incredibili di fronte a una capacità sportiva e un peso rugbistico decisamente minore. Inoltre, l’ex presidente Dondi ha una capacità diplomatica e di rapporti interpersonali non paragonabili con Alfredo Gavazzi e, quando si muove, di solito porta a casa il risultato.

Ebbene, come scriveva il Gazzettino ieri, l’ambasciatore non ha ottenuto i risultati aspettati, a differenza di ciò che è riuscito a fare in passato – va ribadito e sottolineato. La richiesta della Fir si è scontrata contro i dubbi dei rappresentanti dell’Emisfero Sud che hanno rinviato una decisione a maggio, non consideranto la Celtic League utile allo sviluppo del rugby italiano. E l’aria che tira a Dublino non fa tendere all’ottimismo.

Una fumata nera preoccupante, che rischia di far ritrovare Gavazzi con 2,4 milioni da sborsare nei prossimi due anni (alla faccia dei soci paritari) e accordi presi con i due club celtici per un contributo di 4 milioni forse da ridiscutere. A maggio il presidente federale dovrà di nuovo affidarsi alle capacità diplomatiche di Dondi per ottenere l’ok dell’Irb. Ma ambasciator non porta pena. E per Gavazzi il rischio di una sconfitta politica pesante è reale, così come il rischio di ritrovarsi con accordi con Treviso che non potrà onorare.

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