Affari italiani: Dogi addio? Svelato il doppio bluff di Gavazzi

Il fallimento della franchigia veneta è il fallimento della Fir di cercare di escludere Treviso dalla Celtic League.

E’ il tema del giorno. La franchigia veneta tanto agoniata nelle ultime settimana si è sciolta come neve al sole nel momento in cui si dovevano aprire i forzieri dei vari club che avrebbero dovuto partecipare. E, in fretta e furia, è tornato in auge il nome della Benetton Treviso. Sconfitta veneta? Certo, ma anche Alfredo Gavazzi non ne esce bene.

Due i bluff smascherati del presidente federale, che ora dovrà mostrare se ha qualche altro asso nascosto nella manica. Il primo, che avevo già evidenziato stamani, riguarda il contributo federale ai club che parteciperanno alla Pro 12. 2,6 milioni offerti a Treviso, 4 ai club veneti. Certo, in mezzo c’era la discussione sulla tassa d’ingresso in Celtic League, ma l’offerta fatta a Rovigo, Padova, Mogliano e San Donà era comunque arrivata prima dell’ok celtico di cancellare/dilazionare il pagamento del biglietto alla Fir. Insomma, perché due diversi trattamenti e, soprattutto, ora alla Benetton verranno proposti i 4 milioni o si tornerà ai 2,6 milioni precedenti?

Ma è soprattutto il secondo bluff a far rumore. Certo, è vero che fin dall’ingresso in Celtic League l’idea di una franchigia veneta aveva stuzzicato gli appetiti e la fantasia di dirigenti e tifosi, e certo, è vero che quando l’opzione Dogi è finita sul tavolo l’entusiasmo in Veneto è stato subito enorme. Ma, ricordiamocelo, sul piatto la franchigia veneta l’ha messa proprio Alfredo Gavazzi a Bologna, quando ha proposto ai club veneti d’Eccellenza di prendere il posto della Benetton in Pro 12. Insomma, far fuori Treviso e far nascere una franchigia veneta è farina del sacco dell’uomo forte di Calvisano. Che, però, ha fatto i conti senza l’oste. O, meglio, ha fatto i conti senza i soldi. Perché, piaccia o no, in Veneto i soldi per partecipare alla RaboDirect Pro 12 sono solo a Treviso, sicuramente non a Mogliano o San Donà, difficilmente a Padova e non abbastanza a Rovigo.

Gavazzi, insomma, ha cercato di sparigliare le carte, ma dopo la serata di ieri a Silea è rimasto con ben poco in mano. Ha scoperto che il piatto, se Treviso non si siede al tavolo da gioco, ha ben poche fiche e ha scoperto che cambiando le carte che aveva in mano si è ritrovato al massimo con una coppia in mano. Ora, come dicono dal Veneto, la palla passa proprio al presidente federale. Che, giocoforza, dovrà sedersi al tavolo con Amerino Zatta e, questa volta, non bluffare. Perché l’accordo con i celti è firmato, ma al momento c’è una sola squadra in pista, le Zebre. 

L’aereo Pro 12 sta per decollare e bisogna salire a bordo in fretta. Con tutte le valigie. Le hostess stanno per chiudere il portellone. Alzare la voce, ora, non serve. Bisogna, invece, sbrigarsi. O l’aereo parte.

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