Affari italiani: Malagò ‘candida’ l’Italia per i Mondiali 2023

A Dubai il numero 1 del Coni disegna la road map sportiva dell’Italia. Piena di progetti, ma poche certezze.

Le Olimpiadi nel 2024, ma non solo. Come già detto in passato, il Coni pensa in grande e per il prossimo decennio – cioè tra l’Expo 2015 e il Giubileo 2025 – vuole mettere l’Italia al centro del mondo sportivo. Con alcuni degli eventi più importanti, palla ovale compresa.

“Oggi abbiamo un Governo che crede nello sport e il bello è che ha scelto proprio noi per reagire e creare soluzioni economico-sociali. Nel 2015 avremo l’EXPO a Milano, poi la finale Champions ancora a San Siro e Roma candidata a ospitare una sede dell’europeo del 2020. Il 2017 ci dirà se avremo i Giochi, ma siamo candidati a ospitare anche la Riders Cup di Golf, terzo prodotto sportivo di marketing mondiale, e nel 2023 il mondiale di rugby”.

Così Malagò a Dubai, dove si sta svolgendo il Globe Soccer. Ma il discorso del numero 1 del Coni va oltre e comprende la questione stadi. Che proprio per evitare di restare cattedrali nel deserto necessitano di essere polifunzionali e, perché no, sfruttati nel giro di pochi anni da diversi eventi internazionali.

“Non è pensabile realizzare nuovi stadi solo per fare giocare squadre di calcio senza pensare ad alternative addizionali per l’utilizzo di questi impianti. Ci sono città molto importanti anche calcisticamente che oggi hanno necessità di ammodernare gli stadi e mi riferisco a Bologna, Firenze, Napoli, Genova, Palermo e Bari” conclude Malagò. Parole sacrosante. Che, poi, si possa fare in Italia, in questa Italia, è tutto un altro discorso.


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