Sei Nazioni 2014: Scozia, Cuttitta “Battere l’Italia è importante”

Mouse, il tecnico della mischia britannica, ammette un avvio difficile del torneo, ma evidenzia ciò che ha funzionato e mette gli azzurri nel mirino.

La Scozia è sotto il fuoco amico incrociato, con la stampa e i tifosi molto critici dopo le mediocri prestazioni della nazionale britannica nei due turni d’esordio del Sei Nazioni. Due sconfitte, nette, ma soprattutto l’impressione che il XV di Scott Johnson non fosse mai in grado di entrare in partita. Ma a difesa degli highlanders scende in campo Massimo Cuttitta.

Il tecnico della mischia scozzese, di solito molto schivo e che preferisce il lavoro alle interviste, è sceso in campo per difendere Johnson e la squadra alla vigilia della sfida di Roma, quando la Scozia sfiderà l’Italrugby. Un match che Mouse, ovviamente, sente molto, ma la testa è rivolta ai suoi.

“Scott (Johnson, ndr.) sta facendo un ottimo lavoro. Sta mantenendo la squadra concentrata sui nostri obiettivi, e anche nei primi due match non è tutto da buttare – ha detto Cuttitta alla stampa britannica ieri –. Abbiamo studiato bene l’Italia, è una buona squadra, ma hanno dei limiti ed è su questi limiti che dobbiamo concentrarci. I ragazzi lavorano duro e il morale è buono”.

Però, inutile nascondersi, anche le statistiche piazzano la Scozia all’ultimo posto, con numeri molto inferiori anche agli azzurri. “E’ stato un inizio duro, ma ricordiamoci che l’Inghilterra è una delle squadre più forti al mondo. Di positivo c’è da ricordare che, nonostante loro siano stati nei nostri 22 metri per oltre 20 minuti, hanno marcato solo due mete – evidenzia Massimo, che continua –. Anche come mischia abbiamo tenuto, con un 80% di palloni di qualità usciti proprio dal pack”.

Come detto, la sfida di sabato avrà, come sempre, un sapore particolare per Mouse, che però non si sente diviso a metà tra Italia e Scozia. “A essere onesti, la mia casa ora è la Scozia e il mio impegno è di vincere con la Scozia. Battere l’Italia, con cui ho giocato molti anni, è sempre stato molto importante per me e spero che i miei ragazzi ce la facciano” conclude Mouse, che è cresciuto e ha fatto crescere il rugby scozzese in questi anni, mentre in Italia ci si dimenticava di lui.

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