Vicenza: arrestato Carlo D’Avanzo con l’accusa di aver molestato due bambine senegalesi di 9 e 4 anni

Carlo D’Avanzo, 56enne funzionario di banca residente a Schio, in provincia di Vicenza, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale ai danni di due bambine di 9 e 4 anni, residenti nel suo stesso condominio in viale dell’Industria 75.Gli episodi risalgono a qualche giorno fa, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto:


Carlo D’Avanzo, 56enne funzionario di banca residente a Schio, in provincia di Vicenza, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale ai danni di due bambine di 9 e 4 anni, residenti nel suo stesso condominio in viale dell’Industria 75.

Gli episodi risalgono a qualche giorno fa, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto: D’Avanzo, che era solito svolgere lavoretti nel giardino condominiale, chiese aiuto alla bambina di 9 anni, mentre sua madre, un’immigrata senegalese residente da anni nel Vicentino, si stava occupando delle faccende domestiche.

Con la scusa della fastidiosa presenza di zanzare e la necessità di spalmarle sul corpo una crema protettiva, l’ha portata nel suo appartamento, l’ha fatta spogliare e sdraiare nuda sul letto. La mamma, allarmata dal perdurare dell’assenza della piccola, ha mandato l’altra bimbetta a cercarla. Ha suonato a colpo sicuro a casa dell’uomo, intralciando i suoi orribili intenti.


A quel punto D’Avanzo – già indagato cinque volte negli anni ’80 per atti di libidine nei confronti di minori – ha portato le bambine in cantina ed ha cercato di comprare il loro silenzio con una serie di regali.

Le due bimbe, però, non hanno mantenuto il segreto e, in momenti diversi, hanno riferito a sua madre di esser state toccate dall’uomo.

La donna si è quindi rivolta ai Carabinieri che, con la sua collaborazione, hanno organizzato un piano per smascherare il pedofilo e quindi arrestarlo, come riportato dal Giornale Di Vicenza:

La donna ha affrontato a viso aperto il vicino, lo ha incalzato con precise accuse, constringendo ad ammettere le sue colpe e a chiedere addirittura scusa. Parole finite in una registrazione che si è rivelata determinante per le indagini, coordinate dal pm Toniolo.

Via | Il Giornale Di Vicenza