Affari italiani: la Fir copia il Galles sui contratti centralizzati?

Grandi movimenti federali attorno al futuro della Pro 12 italiana.

Quale sarà il futuro celtico dell’Italia. In questi giorni si rincorrono voci, ipotesi, incontri più o meno segreti. Il comunicato stampa della Benetton Treviso di settimana scorsa ha dato una forte scossa all’ambiente, mettendo in moto un domino che coinvolge tanto la Pro 12 quanto l’Eccellenza.

L’altro ieri a Bologna c’è stato l’incontro tra i club d’Eccellenza e il presidente federale Alfredo Gavazzi. Le voci che giungono dalla città emiliana, e che ha raccolto in maniera dettagliata onrugby, parlano di una strategia federale che, fin da ora, esclude l’ipotesi che la Benetton Treviso continui l’avventura celtica.

I dettagli potete leggerli nell’articolo del collega Paolo Wilhelm, ma due punti da sottolineare li voglio analizzare qui. In primis, fa specie la certezza che sarebbe emersa a Bologna sull’addio di Benetton dalla Pro 12. Il comunicato stampa veneto, infatti, era duro, ma chiaro. Treviso aspetta di sapere quali sono le regole per il futuro prima di decidere, ma le mosse della Fir appaiono già improntate a un post-Treviso. E le due ipotesi sul piatto sarebbero una franchigia veneta, i tanto sognati Dogi, o una laziale. Entrambe più simili alle Zebre, cioè una franchigia quasi in totale controllo federale, piuttosto che entità private e autonome come Treviso. Insomma, due franchigie simili a quelle scozzesi.

Ma l’altra voce raccolta da Rugby 1823 riguarda, invece, i giocatori d’interesse nazionale. Con l’incertezza delle ultime settimane, infatti, si è già visto che a giugno si rischia un fuggi fuggi generale dei migliori talenti azzurri verso l’estero. Alberto De Marchi, Lorenzo Cittadini, Michele Rizzo, Alessandro Zanni, Michele Campagnaro e altri sono già a un passo da firmare contratti con club inglesi e francesi, riportando la situazione all’era preceltica. E, ricordiamolo, uno degli obiettivi dell’ingresso italiano in Pro 12 era quello di trattenere in Italia gli azzurri. Ed ecco che, secondo una fonte molto autorevole, la Fir si starebbe muovendo per introdurre anche in Italia, come accaduto da poco in Galles, i contratti centralizzati e avrebbe già contattato diversi azzurri, assicurandoli sul futuro celtico.

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