‘Ndrangheta: confisca beni cosca Mazzagatti di Oppido Mamertina

La Guardia di finanza e i Carabinieri hanno confiscato beni per 20 milioni di euro ritenuti nella disponibilità di presunti affiliati alla cosca Mazzagatti di Oppido Mamertina, Reggio Calabria.Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Reggio Calabria, ha interessato le aziende Tracocem e Tra.Re.C. s.rl., con sede operativa Maida nel; la C.M.G. s.r.l e la ditta

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La Guardia di finanza e i Carabinieri hanno confiscato beni per 20 milioni di euro ritenuti nella disponibilità di presunti affiliati alla cosca Mazzagatti di Oppido Mamertina, Reggio Calabria.

Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Reggio Calabria, ha interessato le aziende Tracocem e Tra.Re.C. s.rl., con sede operativa Maida nel; la C.M.G. s.r.l e la ditta individuale “Caterina Misale”, con sede legale ed operativa ad Oppido Mamertina. I Mazzagatti avrebbero esteso le loro attività anche in provincia di Catanzaro grazie all’alleanza con esponenti della famiglia Arena. Da TeleReggioCalabria:

I beni erano stati sequestrati nel 2007 nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Palmi. La cosca Mazzagatti, secondo l’accusa, aveva l’egemonia nel trasporto per conto terzi e la commercializzazione di cemento. Il Tribunale di Reggio Calabria ha anche disposto la revoca della sospensione temporanea dell’amministrazione degli stabilimenti calabresi della Italcementi Spa di Bergamo, che era stata decisa sempre nel 2007.

La decisione, dicono gli investigatori, è arrivata a seguito della introduzione da parte della Italcementi: “di innovativi modelli organizzativi volti a fronteggiare il pericolo di infiltrazioni e collusioni (del tipo di quelle accertate nel corso dell’indagini) con la criminalità organizzata”.

L’inchiesta era partita nel 2007. Scriveva allora Il Giornale di Calabria:

I Carabinieri ed i Finanzieri delle Compagnie di Palmi, nell’ambito dell’operazione antimafia che ha portato al sequestro di beni per 120 milioni di euro, hanno notificato il provvedimento della sospensione temporanea dell’amministrazione degli stabilimenti e centri distribuzione area sud di Vibo Valentia, Catanzaro e Castrovillari, nonché della rete commerciale area sud ufficio vendite Calabria di Vibo Valentia della Italcementi S.p.a.Italcementi è leader in Italia nella produzione e commercializzazione di cemento.

Nella gestione del mercato cementizio calabrese il gruppo detiene una quota di mercato pari a circa il 50% del totale. (…) Figura cardine del clan, per le sue capacità di sviluppare ed espandere l’attività di imprese illecite sarebbe Giuseppe Mazzagatti, 75 anni, che si sarebbe specializzato nel campo imprenditoriale ed in particolare nel settore della commercializzazione del cemento, attraverso il trasporto per conto terzi.Le imprese riferibili a Mazzagatti ed al suo nucleo familiare, secondo l’accusa, si erano inserite tra il produttore del cemento, nel caso specifico Italcementi, e gli imprenditori edili acquirenti.

Mazzagatti fu indagato per l’omicidio Grillo, all’origine del quale sarebbe stato proprio il contrasto tra i due derivato dal predominio nel campo del trasporto del cemento su strada. Nel 1980 il Tribunale di Vibo Valentia aveva già condannato Giuseppe Mazzagatti ed il fratello Carmelo per estorsione ai danni degli autotrasportatori che caricavano il cemento la sede dell’Italcementi di Vibo Valentia per rifornire diversi imprenditori della zona. Avvalendosi della notevole forza intimidatrice, creatasi a seguito dei suoi rapporti diretti con il boss di Gioia Tauro Girolamo Piromalli, Mazzagatti, con il concorso del fratello Carmelo, alterò in suo favore i turni di carico di cemento, con evidente suo profitto e con relativo danno per gli altri trasportatori.

Foto | Flickr

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