Ebola: primo caso in Senegal

Primo caso sospetto di ebola in Senegal, in Belgio un medico di Medici senza frontiere è stato messo in quarantena. Le iniziative e i contributi dei Paesi europei per l’epidemia.

L’ebola arriva in Senegal, con il primo caso segnalato nel Paese per un giovane della Guinea che è stato messo in quarantena. Il timore che il virus possa toccare anche l’Europa c’è, in particolare dopo la notizia che potrebbe essere un infettato in Belgio: si tratterebbe di un collaboratore di Medici senza frontiere, appena rientrato dall’Africa.

L’uomo è stato ricoverato e messo in quarantena, i primi test hanno però dato esito negativo. Lunedì bisognerà fare un nuovo esame per essere sicuri che non si tratti di ebola. Il Consiglio europeo affronterà oggi l’emergenza, mentre in Italia la Farnesina ha definito un programma di interventi da 1,5 milioni di euro per contrastare l’epidemia in Africa. La Cooperazione italiana ha annunciato di aver stanziato un contributo di 240 mila euro all’Oms per l’invio di medici, di forniture mediche e di attrezzature, per il rafforzamento dei sistemi di sorveglianza epidemiologica e il coordinamento e supporto logistico delle attività.

Il ministero degli Esteri di Roma finanzierà inoltre l’invio di personale medico italiano specializzato, in particolare proveniente dall’ospedale Spallanzani di Roma. Attraverso un apposito fondo, poi, sosterrà le attività delle Organizzazioni non governative nella regione, in particolare in Sierra Leone. Già ad aprile erano stati concessi 200 mila euro all’Oms per la realizzazione di attività in Guinea.

Il ministro della Salute italiano, Beatrice Lorenzin, parlando al Messaggero ha confermato che “rischi per l’Italia non ne vediamo”. Il portavoce del commissario Ue alla Salute, Tonio Borg, ha confermato: “E’ molto improbabile che il virus raggiunga l’Europa”. Fonti dell’Unione Europea avvertono però che l’intera struttura dei Paesi colpiti dal virus è messa in pericolo, dall’agricoltura al commercio, al cibo stesso. Da qui l’invito a non isolare i Paesi con casi di ebola.

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