Liberato giornalista americano: era stato rapito due anni fa

Peter Theo Curtis era stato rapito ad Antakya, località dalla quale stava cercando di entrare in Siria nell’ottobre 2012. Restano una ventina i giornalisti dispersi dall’inizio della guerra civile

Si chiama Peter Theo Curtis il giornalista americano rapito in Siria due anni fa, liberato e consegnato ai rappresentanti delle Nazioni Unite quest’oggi. Era stato rapito ad Antakya, nell’ottobre 2012, mentre tentava di entrare in Siria.

L’ultimo videomessaggio che lo riguardava era stato realizzato il 30 giugno di quest’anno e lo mostrava con capelli lunghi e barba, ma in ottime condizioni di salute. Nel filmato Curtis aveva elencato, nome, professione e luogo di provenienza (Boston). Commentando il suo stato di salute aveva detto di stare bene e che tutto era perfetto, “cibo, abbigliamento” e persino “gli amici”.

Il rilascio arriva a meno di una settimana dall’uccisione di James Foley che era stato catturato, come Curtis, due anni fa. Nel video è stato mostrato un altro giornalista prigioniero, Steven Sotloff. Sono decine i giornalisti sequestrati in tre anni e mezzo di guerra civile siriana. L’inviato del quotidiano La Stampa, Domenico Quirico, è stato prigioniero in Siria dal 6 aprile all’8 settembre 2013.

Attualmente sono circa 20 i giornalisti dispersi in territorio siriano che risulta essere il Paese più pericoloso al mondo per i professionisti dell’informazione. Secondo il Committee to Protect Journalists, Commissione per la protezione dei giornalisti dall’inizio del conflitto sono 69 i giornalisti uccisi e 80 quelli rapiti. Dall’inzio del conflitto sono morti 66 reporter e il 45% di loro erano freelance. Solo il 12% di loro era straniero, mentre l’88% erano reporter locali messi a tacere da Bashar al-Assad o dai ribelli perché non ci fossero più voci per raccontare di una guerra che ha già fatto fra i 180 e i 191mila morti.

Peter Theo Curtis

Foto | Al Jazeera

Via | Al Jazeera