Pasolini, sacro o profano? La risposta in un libro presentato alla Casa del Cinema

Ma Pasolini ha vissuto più nel sacro o nel profano? La domanda se l’è posta la giornalista Marzia Apice. Che si è data risposta in un libro, appena sfornato dalla casa editrice Bibliopolis. Se siete tra quelli che provano un certo frizzicore nel riesumare pellicole del calibro de “La Ricotta”, “Il Vangelo Secondo Matteo”, “Teorema”,


Ma Pasolini ha vissuto più nel sacro o nel profano? La domanda se l’è posta la giornalista Marzia Apice. Che si è data risposta in un libro, appena sfornato dalla casa editrice Bibliopolis. Se siete tra quelli che provano un certo frizzicore nel riesumare pellicole del calibro de “La Ricotta”, “Il Vangelo Secondo Matteo”, “Teorema”, “Edipo Re” e “Che cosa sono le nuvole?”, segnatevi in agenda l’incontro: con ingresso libero.

Perché di questo si parlerà giovedì 7 maggio nella sala Kodak della Casa del Cinema, largo Marcello Mastroianni 1 (ore 18). Ci saranno Roberto Faenza, Fabio Ferzetti, Carlo Lizzani e Giuseppe Piccioni a presentare il libro “Le visioni di Pasolini. Immagini di una profezia” che s’è posto un obiettivo, raggiunto. Dato per ingrediente base il quadro generale sulla figura del celebre regista friulano, il segreto della gustosa ricetta è nell’aver indagato nella poetica autoriale di Pasolini. A questo punto un’altra domanda sorge spontanea: ma Pier Paolo Pasolini, ha subìto l’influenza della cultura classica?

In attesa di trovar risposta, il libro rende omaggio alla grande capacità profetica di Pasolini che, con la sua attività di saggista, poeta e regista ha compreso con lucida intuizione, quando ancora era impensabile immaginarle, le future trasformazioni sociali, culturali e politiche della società. “Ho detto che faccio il cinema per vivere secondo la mia filosofia – scriveva un Pasolini costantemente in rivolta – cioè la voglia di vivere fisicamente sempre al livello della realtà, senza l’interruzione magico-simbolica dei segni linguistici”.

Foto | MuseodiRomainTrastevere