Eccellenza: Viadana si affida ai tifosi per evitare la crisi

A fine stagione Silvano Melegari dirà addio al club. Dubbi e incertezze sul futuro economico dei lombardi. Ma sono sono certo gli unici.

Mentre brilla l’azzurro nazionale, con l’Italrugby che esce tra gli applausi dal Millennium Stadium, e mentre l’attenzione è tutta rivolta al Sei Nazioni, il rugby italiano annaspa nella crisi economica. E l’Eccellenza si riscopre, ancora una volta, poco eccellente.

Messa ai margini dalla Celtic League, ignorata dai media nazionali, maltrattata da una Rai che offre un prodotto scadente, senza appeal per pubblico e, soprattutto, sponsor, l’Eccellenza italiana soffre. E mentre si fantastica di un campionato italiano di livello europeo (sigh!), la realtà è che il futuro appare ancora più difficile.

“Dobbiamo guardare in faccia la realtà: il mondo è cambiato, è il mecenatismo sportivo non esiste più” ha detto a Viadana Gianni Fava, presidente dell’associazione Viadana Rugby 1970. Già, perché dopo anni di investimenti, successi e delusioni, la famiglia Melegari dirà addio al rugby a fine stagione. “Il patron Silvano Melegari mi ha confermato l’intenzione di disimpegnarsi al termine del campionato in corso – dice Fava alla Gazzetta di Mantova, continuando –. L’attuale società sportiva è meritoria, e nessuno vuole fare polemiche; ma è innegabile che ci sono dei problemi, ed è concreta la possibilità di un passaggio di mano. I cicli finiscono”.

Cosa significa tutto ciò? Che Viadana (ma questo discorso non vale solo per il club lombardo, ndr.) è obbligata a guardare al futuro senza certezze. “Gli appassionati devono contarsi e fare la loro parte. Le istituzioni purtroppo latitano; pertanto dobbiamo essere noi a prenderci a cuore la situazione; far valere l’orgoglio, una storia sportiva, le potenzialità locali; costruire una base economica su cui poter avviare un ragionamento con la società attuale” conclude Fava. Una sottoscrizione popolare, dunque, per capire quale sia la capacità economica di Viadana e capire quale sarà il suo futuro. Perché, come sottolinea il giornale, la sottoscrizione non basta a garantire un futuro d’elite a Viadana, ma ‘dovrà garantire almeno l’acquisizione del titolo, le tasse federali di iscrizione, le prime mensilità, la prosecuzione dell’attività giovanile’. Ah, poi ci sono i famosi 300mila euro delle coppe europee, se Viadana arriverà ai playoff. Già, sempre che le coppe europee ci saranno.

E mentre l’Italrugby esce a testa alta dal Millennium Stadium, mentre i media nazionali riscoprono, una volta all’anno come sempre, la palla ovale grazie al Sei Nazioni, mentre ci si chiede quale sarà il futuro celtico, i club italiani soffrono. 

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