Sport e leggi: Sbaraglini, il ‘Bosman’ dello sport italiano?

Lo scontro tra il tallonatore e la Benetton Treviso rischia di creare un precedente in tutto lo sport italiano.

Gli sportivi ad alto livello sono professionisti (vivono del loro sport, guadagnano anche cifre importanti) o sono dilettanti (come prevede il Coni)? Una domanda che da anni si trascina, con i diritti dei lavoratori (cioè gli sportivi) messi ai margini di fronte a un falso dilettantismo. Insomma, è assurdo che campioni che guadagnano cifre a 5 o 6 zeri non siano considerati lavoratori dipendenti.

Un’assurdità tutta italiana, cui il Coni in primis non vuole trovare una soluzione. Un’assurdità che rischia di tornare d’attualità oggi, con Franco Sbaraglini che si è rivolto agli avvocati nella sua battaglia contro la Benetton Treviso. Dell’affaire Sbaraglini abbiamo già parlato ieri (leggete qui), ma ora la Tribuna di Treviso racconta una storia ben più complessa.

Come si legge sul quotidiano veneto, infatti, lo studio legale avrebbe “inviato al Benetton una lettera in cui si parla senza tanto giri di parole di «inadempienza contrattuale» da parte della società, e si diffida il club a regolarizzare la sua posizione e a versare a Sbaraglini le spettanze”. Una frase che nasconde una questione di fondo, quell’assurdità dello sport italiano mai risolta: l’equiparazione del giocatore a un lavoratore dipendente. Che, quindi, non è più un dilettante, ma un professionista tout court.

Insomma, la famosa legge Bosman – fin qui applicata solo allo sport professionistico – verrebbe applicata anche ai dilettanti, che di fatto non sarebbero più considerati tali. “Una bomba” come si sussurra a Treviso, ma che esploderebbe non solo in faccia alla Benetton, ma a tutto lo sport italiano, Coni in primis. Quella sullo sport italiano, solo di nome dilettantistico, è una battaglia che in molti stanno portando avanti da tempo – in primis la GIRA – nel rugby e non solo. E Sbaraglini potrebbe essere il ‘ball carrier’ che sfonda la difesa ottusa e antica delle istituzioni.

Purtroppo, però, come sempre per fare le rivoluzioni servono gli avvocati e non il buonsenso.

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