Affari italiani: Innocenti attacca i Mondiali a uso e consumo di Gavazzi

Il presidente del Comitato Veneto entra in tackle nella polemica sulle sedi della World Rugby Junior Championship.

Non si placano le polemiche per la scelta di far disputare metà delle partite dei prossimo Mondiali juniores a Calvisano, casa del presidente federale Alfredo Gavazzi. Una scelta che porterà ad ampliare lo stadio bresciano con un costo di circa un milione di euro, soldi per i quali non si è ancora chiarito chi li metterà. E, ora, è anche Marzio Innocenti, avversario storico di Gavazzi, a intervenire sulle pagine del Gazzettino.

“Ci risulta che gli stadi di Calvisano e Monza fossero stati ritenuti non idonei. Quello di Calvisano è stato accettato solo su assicurazione che la capienza sarebbe salita a 5mila posti. Era dunque questo l’obiettivo per cui portare la manifestazione in Lombardia?”.

Così attacca Innocenti, che smentisce il numero 1 Fir, il quale aveva detto che le sedi erano state scelte direttamente dall’ex Irb, l’attuale World Rugby. “La manifestazione è stata già organizzata in Veneto. Sappiamo che è il Paese ospitante a decidere le sedi, WR dà solo un assenso” sottolinea Innocenti, che non ha apprezzato l’ennesimo riferimento polemico al Veneto da parte di Gavazzi.

Tornando alla questione stadio, Innocenti ribadisce che se i soldi li “mette tutti Calvisano nulla da dire. Ma se arrivano da altri enti, perché non potevano essere destinati a risolvere i problemi di impiantistica a Milano, Varese, o altre piazze?”. Una scelta che, dunque, che fa “tornare sul conflitto d’interessi che affligge il presidente della Fir. […] In tale situazione rientrano pure i 400mila euro con cui la Fir ha interamente pagato il terreno sintetico di Calvisano […] o il passaggio di giocatori dal Calvisano alle Zebre, regolato con soldi federali. O l’affitto di 250 mq di pertinenze pagato dalla Fir al Calvisano per metterci anche gli arbitri italiani”. Perché arbitri e partite non si spostano a Parma, cioè dove la Fir ha già un impianto e uffici atti a tutto ciò?

Parole dure, che non smorzano certo le polemiche sulla gestione personalistica della Fir da parte di Alfredo Gavazzi, con quei “sospetti di parzialità” che fanno male al rugby italiano. Una situazione diventata, sinceramente, insostenibile. Ma per la quale non sembra vedersi soluzione.