Borsino mondiale: chi sale e chi scende dopo il novembre ovale

A meno di 10 mesi dai Mondiali di “Inghilterra 2015” vediamo come stanno le migliori al mondo.

Si sono conclusi ieri, con i successi di Inghilterra e Galles, i test match di novembre. Ora, prima della Rugby World Cup, ci saranno solo Sei Nazioni, la Rugby Championship ridotta e le amichevoli estive per prepararsi all’appuntamento iridato. Un novembre che ha dato diverse indicazioni, anche se non definitive, sullo stato di forma delle migliori nazioni al mondo. Ecco chi sale e chi scende.

SEMAFORO VERDE

IRLANDA
E’ la squadra più forte del 2014, con buona pace degli All Blacks. Con nove vittorie e una sconfitta, infatti, gli irlandesi chiudono l’anno con il 90% di successi contro l’86% della Nuova Zelanda, che in 14 sfide ha perso una volta e pareggiato una. Ma, al di là delle statistiche, la squadra di Joe Schmidt mostra una concretezza, una qualità e un killer instinct che spaventano in chiave mondiale. I tuttiverdi si sono anche ringiovaniti e per i Mondiali puntano almeno alle semifinali.

SCOZIA
Outsider di lusso, la Scozia ha convinto in questo novembre grazie alla bella vittoria sull’Argentina, alla sconfitta di misura con gli All Blacks e a quella netta contro Tonga. Da sempre poco quotati, sottovalutati, gli scozzesi hanno costruito attorno all’ossatura dei Glasgow Warriors una squadra solida, compatta, magari poco spettacolare, ma efficiente. Manca ancora la capacità di fare male, di segnare mete pesanti, ma sicuramente Vern Cotter arriva al 2015 con molte certezze.

NUOVA ZELANDA
Sì, è vero, a novembre non hanno fatto faville. Sì, è vero, hanno sempre vinto, ma non hanno sempre altrettanto convinto. Soprattutto le seconde scelte (se tra gli All Blacks ci possono essere seconde scelte, ndr.) non danno quelle certezze che Steve Hansen si aspetta. Resta, però, la squadra più completa e quella su cui lo staff dovrà lavorare meno nei prossimi nove mesi. Sono i favoriti per i Mondiali e questo novembre non scalfisce le loro certezze.

SEMAFORO GIALLO

INGHILTERRA
Hanno iniziato perdendo di misura con gli All Blacks, poi hanno fatto un bis più doloroso con gli Springboks, hanno battuto nettamente Samoa e ieri hanno chiuso la pratica con l’Australia. E’ un novembre di dubbi quello dell’Inghilterra, con Stuart Lancaster ancora alla ricerca della squadra migliore. Rischiava di essere un autunno di crisi, ma il successo contro i Wallabies salva il 2014 degli inglesi, padroni di casa ai Mondiali, che però devono cambiare marcia in fretta se vogliono puntare al titolo.

SUD AFRICA
L’avversario più temibile per gli All Blacks, l’unico ad averlo battuto nel 2014, il Sud Africa lascia l’Europa con la consapevolezza di avere una squadra di assoluto livello, ma anche i troppi dubbi che si sono accumulati per le occasioni perse. La sconfitta all’esordio con l’Irlanda brucia, la vittoria di misura sull’Inghilterra è un segnale positivo, ma la vittoria non convincente di Padova e il ko di Cardiff lasciano più ombre che luci sugli Springboks. Meyer deve lavorare in primis sulla testa dei giocatori se vuole vincere i Mondiali.

ARGENTINA
Chiude il tour europeo con due vittorie e una sconfitta, ma il ko con la Scozia brucia tantissimo ai Pumas. Una prestazione di basso livello che rischiava di cancellare in un colpo la prima vittoria nella Rugby Championship con l’Australia. Poi, però, è arrivata la sofferta vittoria di Genova e, soprattutto, il successo di Parigi contro la Francia. L’Argentina non appare più quella del 2007, gli exploit sono forse fuori portata, ma arriva ai Mondiali con la consapevolezza di avere i mezzi umani per essere una outsider di lusso.

SEMAFORO ROSSO

GALLES
La vittoria con il Sud Africa ieri è stato un toccasana per Warren Gatland, ma il 2014 del Galles è tutt’altro che positivo. Le tossine del caos tra Federazione e Regions sono ancora in corpo e il coach neozelandese dovrà lavorare molto per ritrovare i Dragoni di un paio di stagioni fa. Le sconfitte con Australia e All Blacks, la vittoria a fatica con le Fiji pesano e il successo sugli Springboks non cancella un autunno che lascia parecchi dubbi nei tifosi gallesi.

FRANCIA
Poteva essere un autunno verde, ma il brutto stop con l’Argentina fa ripiombare Philippe Saint-André nell’inferno ovale. Non tanto per i risultati, perché le vittorie con Fiji e Australia sono importanti, ma perché ancora una volta è la gestione della squadra a lasciare a desiderare. La punizione esemplare per Teddy Thomas, autore di tre mete nei due match d’esordio con i Bleus, è apparsa eccessiva, mentre ancora una volta se il piano A non funziona e transalpini perdono la bussola. Il salto di qualità atteso, insomma, è mancato.

AUSTRALIA
A.A.A. Wallabies cercasi. Michael Cheika ne ha di lavoro davanti a sé se vuole arrivare alla Rugby World Cup con una squadra non più alla deriva. Certo, il cambio di coach alla vigilia dei test non ha aiutato, ma dopo l’exploit all’esordio con il Galles l’Australia è andata nel pallone. Le sconfitte con Francia, Irlanda e Inghilterra pesano sul morale della truppa, l’asfaltata in mischia subita a Twickenham riporta il pack wallabie indietro di cinque anni e i trequarti appaiono spenti.

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