Festa del non lavoro al csoa Forte Prenestino

Il 1 maggio ricorre la 26ima “Festa Del Non Lavoro” da cui il csoa Forte Prenestino ha tratto origine. E accade l’inevitabile: il centro sociale occupato e autogestito più anziano d’Italia festeggia. Dal 28 aprile al primo maggio ci sarà di tutto: dal punk hardcore dei canadesi Propaghandi (orre 22,30 ingresso 5 euro) al jazz

Il 1 maggio ricorre la 26ima “Festa Del Non Lavoro” da cui il csoa Forte Prenestino ha tratto origine. E accade l’inevitabile: il centro sociale occupato e autogestito più anziano d’Italia festeggia. Dal 28 aprile al primo maggio ci sarà di tutto: dal punk hardcore dei canadesi Propaghandi (orre 22,30 ingresso 5 euro) al jazz di Giampaolo Ascolese (il 29 alle 22, biglietto 5 euro), cui seguirà la Big Band della Scuola Popolare di Musica del Testaccio negli spazi di via Federico Delpino Centocelle.

E giovedì 30 sarà la volta di Moni Ovadia col gruppo Rom e Gagè a presentare musiche romene tradizionali e danze di matrimonio, brani del folclore ebraico, grego e russo. Che anticiperà la presentazione del libro, sempre in serata, di “Gaza. Restiamo umani – dicembre 2008/gennaio 2009”, scritto da Vittorio Arrigoni (edizioni Manifestolibri), in collegamento streaming. La vera chicca è prevista dalle ore 11 del primo maggio: visite guidate all’interno del Centro, col sottofondo di alcuni gruppi rap, jazz e folk. Per saperne di più, telefono 06-21807855.

Era il 1986 quanto una comitiva di giovanotti intenti a festeggiare il “non” lavoro occupò questo complesso fortificato: uno dei sedici risalenti alla metà dell’800. Sedici ettari di locali e strutture in disuso che, nel 1976, il sindaco Carlo Giulio Argan aveva rivendicato per la città di Roma chiedendolo al Demanio dello Stato: purtroppo era rimasto inutilizzato. Oggi conta: teatro, sale di registrazione e sala prove, rassegne musicali e teatrali, corsi di formazione professionale che vanno dalla serigrafia al corso per dj, dal teatro allo yoga, passando per la scuola per riparazione di biciclette.