Intervista: Edoardo Gori si confessa “L’Italia, Treviso e il mio ginocchio”

Il mediano di mischia dell’Italrugby parla in esclusiva a Rugby 1823 alla fine dei test match novembrini degli azzurri.

Contro il Sud Africa, a Padova, ha vestito la maglia numero 9, confermato per il terzo test match consecutivo nel XV iniziale dell’Italrugby. Edoardo Gori, che nel 2014 è rimasto a lungo fermo per infortunio, ricopre uno dei ruoli più delicati per Jacques Brunel e alla fine del trittico novembrino ha parlato con Rugby 1823.

Dopo un anno non certo entusiasmante, contro Samoa, Argentina e Sud Africa avete mostrato una crescita importante, con la vittoria ritrovata, il ko di misura con l’Argentina e una prestazione positiva con gli Springboks. Come analizzi questo novembre?

E’ vero, è stato un 2014 difficile, ma dopo tanta crisi vediamo la luce in fondo al tunnel. Non ne siamo ancora fuori, anzi, dobbiamo ancora crescere molto, si è visto contro l’Argentina, dove potevamo e dovevamo vincere. Ma va sottolineato che l’atteggiamento del gruppo è cambiato tantissimo, tutti davano il 100% sia in allenamento sia in campo e va sottolineato come anche chi non ha mai giocato ha comunque portato tanto entusiasmo e tanta voglia di fare durante gli allenamenti.

Un anno difficile per l’Italia, ma anche per la Benetton Treviso. In molti abbiamo imputato proprio ai dubbi celtici il calo azzurro nel 2014. Quanto ha influito, effettivamente, sulle vostre prestazioni? Il cambio di atteggiamento di cui parli ha a che fare con la situazione biancoverde?

Assolutamente. Lo scorso Sei Nazioni è arrivato in un momento in cui la Benetton era in crisi. Era appena andato via l’allenatore, i risultati non arrivavano e noi giocatori non sapevamo se l’anno successivo avremmo avuto una squadra. E il gruppo Benetton in quel momento era importante per l’Italia (18 giocatori, ndr.). Anche se non lo vuoi, inconsciamente una simile situazione non ti permette di dare il 100%, ora con la tranquillità ritrovata anche il gruppo azzurro ci guadagna. Poi è stato importante l’apporto di chi è andato all’estero quest’anno, anche se da pochi mesi hanno già portato un’altra mentalità che ci porta a dare il 100% fin dai primi allenamenti.

E a giugno?

Questo è un discorso diverso. I test di giugno sono test match come gli altri, ma spesso noi italiani li viviamo pensando alle vacanze alle porte, alla stagione finita. Un salto di qualità che dobbiamo ancora fare è quello di preparare i test estivi come quelli autunnali, quindi dire che ‘intanto erano solo i test estivi’ non può essere una giustificazione se le prestazioni ne risentono, anche se ci sono assenze importanti.

Edoardo Gori, 4 anni in azzurro

Tu sei un trequarti, ma ‘lavori’ a stretto contatto con il pack. Quanto sta influendo il lavoro di Ciccio De Carli nei progressi visti in mischia in queste partite?

Sì, io partecipo a tutte le sessioni con la mischia e anche se ‘non spingo’ ne faccio un po’ parte. Devo dire che Ciccio De Carli è bravissimo, ha fatto un grande lavoro con la mischia. Sappiamo di avere uno dei pack più forti al mondo, ma devi continuare ad allenarlo al meglio e De Carli in questo periodo l’ha fatto crescere moltissimo.

Il nome sulla bocca di tutti è il tuo compagno di reparto, Kelly Haimona. L’hai ‘scoperto’ in questo novembre, che impressione ti ha fatto?

E’ un ottimo giocatore, mi sono trovato bene. Ma non siamo due supercampioni che possono trovarsi subito, abbiamo bisogno di conoscerci e crescere per dare il meglio. Insomma, l’affiatamento arriverà con il tempo, ma la prima impressione è quella di un ottimo giocatore, sarà importante per l’Italia.

Ora il peggio è passato, anche se siete in un momento di rifondazione. Come vedi la situazione a Treviso? Cosa vi aspettate dal resto della stagione?

Con il Leinster è arrivata la prima ‘non sconfitta’ e questo è importante per il morale. Meritavamo la vittoria, non è arrivata per un paio di errori, soprattutto dalla piazzola, ma è stata importante perché si è iniziato a vedere quel gioco che ci chiede Casellato, si è vista una squadra. Sono sicuro che continueremo a crescere e la strada è quella giusta.

Edoardo Gori, 4 anni in azzurro

Per chiudere, parliamo di te. Quando sono venuto a vedere il match con Glasgow (il 5 ottobre, ndr.) a fine partita avevi il ginocchio gonfio e fasciato. Come stai ora?

Sto migliorando, dalla partita dove ci siamo visti con i Warriors va molto meglio. Il ginocchio si gonfia di meno, ma è comunque una situazione difficile per me. Mi sento al massimo al 60/70% di quello che potrei dare, soprattutto perché il mio è un gioco fisico, mi piace attaccare e ora non posso permettermelo. Ma vedo il lato positivo: sono obbligato a un gioco più tattico e uscirò cresciuto da questa fase.

Riesci ad allenarti regolarmente?

Va meglio di inizio ottobre, ma purtroppo finisco le partite ancora con il ginocchio gonfio e dolorante. Così di solito lunedì e martedì non mi posso allenare con il gruppo e questo non va bene. Ma è un cane che si morde la coda: se mi alleno cresce il dolore, se non mi alleno gioco peggio. Spero di uscire da questo tunnel tra uno/due mesi e di essere al 100% per il Sei Nazioni.

In bocca al lupo, allora. La prossima estate, prima dei Mondiali, ti troveremo ancora assieme agli altri ragazzi della Benetton a fianco dell’associazione “La Colonna”?

Qualcosa faremo di sicuro, ci stiamo già lavorando. Stiamo cercando di coinvolgere più ragazzi e anche la G.I.R.A. e spero di riuscire a organizzare qualcusa di bello come abbiamo fatto con “Una vetta per Gianca” che ha avuto un grande successo.

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