Luigi De Magistris non abbandona la magistratura

Luigi De Magistris, neo eurodeputato dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, non abbandonerà la magistratura per il momento.Dopo aver precisato, durante la conferenza stampa dello scorso marzo in cui annunciava la propria candidatura per il Parlamento Europeo, che la sua entrata in politica sarebbe coincisa con la fine della sua attività come magistrato Luigi

Luigi De Magistris, neo eurodeputato dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, non abbandonerà la magistratura per il momento.

Dopo aver precisato, durante la conferenza stampa dello scorso marzo in cui annunciava la propria candidatura per il Parlamento Europeo, che la sua entrata in politica sarebbe coincisa con la fine della sua attività come magistrato Luigi De Magistris ha chiesto un’aspettativa tanto lunga quanto sarà la sua presenza a Bruxelles.

La notizia è stata ripresa dal Corriere della Sera dopo l’articolo pubblicato sull’argomento dal Giornale, secondo il quale De Magistris avrebbe dichiarato in campagna elettorale una serie di bugie.

Menzogne avvallate dal leader dell’Idv secondo il quale De Magistris avrebbe abbandonato la magistratura con l’amarezza nel cuore.

“Noi – aveva dichiarato Di Pietro riferendosi alle scelte politiche condivise con l’ex pm di Catanzaro – ci siamo dimessi perché applichiamo la legge morale”.

Probabilmente non solo quella. Contrari, giustamente, alle leggi ad personam fatte nelle precedenti legislature da Silvio Berlusconi gli esponenti dell’Italia dei Valori si rivelano essere delle persone poco coerenti con le ideologie sulle quali hanno basato la propria attività politica.

Rinnegando quanto detto meno di sei mesi prima perdono, progressivamente, la difesa che i cittadini sarebbero disposti ad avanzare nei loro confronti. Non è certo un caso che in casi analoghi venga sempre citata la libertà di coscienza.

Luigi De Magistris, a tal proposito, scrive sul suo sito:

“Mi sento magistrato dentro e sempre mi sentirò tale. Purtroppo, mi è stato impedito di continuare a svolgere questo mestiere e ne ho dovuto prendere atto. Detto questo, confermo che non rientrerò in magistratura e che mi dimetterò. Ma i tempi delle mie dimissioni non me li farò indicare o dettare da nessuno, se non dalla mia coscienza”.

Inevitabile chiedersi, davanti a vicende come questa, se la giustizia italiana abbia dei problemi solo a causa della gestione politica del paese. Probabilmente a causare certe deficienze sono stati gli stessi magistrati, troppo coscienziosi. E poco coerenti.