Meriam lascia l’Italia: “Sono stata bene, grazie a tutti”

La sudanese si imbarca per gli Stati Uniti: la sua famiglia la aspetta a Manchester, capitale del New Hampshire

Ha preso un volo ieri mattina per lasciare Roma, la città eterna, direzione Stati Uniti: Meriam Ibrahim e famiglia abbracceranno la famiglia di lei, che vive a Manchester, capitale dello stato del New Hampshire; in camicia bianca e giacca nera, con i capelli raccolti, Meriam ieri ha preso l’aereo che l’ha portata via dall’Italia.

“In Italia sono stata trattata benissimo. Adesso spero di trovare la stessa accoglienza in Usa. Finalmente, tutti insieme, possiamo ricominciare. Ho un po’ di paura a lasciare Roma, siamo stati bene ci siamo sentiti come in famiglia. Abbiamo visitato la città, visto il Colosseo, siamo andati domenica a messa e abbiamo fatto shopping. Sono tornata a vivere.”

Sono queste le poche parole che la donna sudanese ha rilasciato all’agenzia AdnKronos. Un’esperienza positiva, che ha chiuso il capitolo più nero della vita di Meriam, condannata a morte in Sudan per apostasia, dopo la rinuncia alla fede islamica (anche se la donna non fu mai musulmana, lo era il padre) ed il matrimonio con un uomo cristiano.

La donna è arrivata negli Stati Uniti all’aeroporto di Philadelfia, dove è stata accolta dal sindaco della città, Michael Nutter, che l’ha salutata come una combattente per la libertà nel mondo, facendole dono di una riproduzione della Campana della Libertà, simbolo dell’indipendenza americana.

Secondo la Bbc il sindaco Nutter ha paragonato Meriam a Rosa Park, la donna diventata un simbolo del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti per essersi rifiutata di lasciare il suo posto in autobus, in Alabama, a un bianco. La donna si è poi ricongiunta con la famiglia a Manchester, dove sono stati accolti dai parenti del marito Daniel Wani. Gabriel Wani, cognato della donna e fratello del marito, ha riferito alla Cnn di provare grande felicità per il loro arrivo.

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