Veltroni scrive a Delanoe e difende Alemanno

Tutti a disocciarsi dalle dichiarazioni di Bertrand Delanoe, sindaco di Parigi. Dopo il ministero degli Esteri francese, ecco anche Walter Veltroni: “Furono i suoi sostenitori ad alzare il braccio destro – scrive l’ex segretario del Pd al compagno e amico parigino – non Alemanno”. Ieri era stato il vice portavoce del Quai d’Orsay ha ricucire

di higgins

Tutti a disocciarsi dalle dichiarazioni di Bertrand Delanoe, sindaco di Parigi. Dopo il ministero degli Esteri francese, ecco anche Walter Veltroni: “Furono i suoi sostenitori ad alzare il braccio destro – scrive l’ex segretario del Pd al compagno e amico parigino – non Alemanno”. Ieri era stato il vice portavoce del Quai d’Orsay ha ricucire lo strappo con il Campidoglio, dichiarando (Giustamente) che “il parere del sindaco di Parigi non vincolano la Francia”. Alemanno, soddisfatto della posizione del governo Sarkozy, ha ribadito che assicurerà tutto il suo impegno affinché “la città di Roma e quella di Parigi non solo rimangano gemellate ma aumentino le loro relazioni culturali, sociali e civili”.

Oggi, è stata la volta di Veltroni. Che scrive: “Caro Bertrand quei saluti romani in Piazza del Campidoglio non fu Alemanno a farli ma alcuni suoi sostenitori. E’ importante ricordare che in questi mesi sono venute da quella parte – e mi riferisco a prese di posizione del presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini – di inequivocabile condanna del fascismo, di autentico rispetto e valorizzazione delle radici della nostra democrazia. Mi auguro che le tue preoccupazioni nate per un atto di coerenza e amore verso i comuni valori di libertà e democrazia – conclude Veltroni nella lettera a Delanoe – possano lasciare il posto ad un clima di rinnovata collaborazione tra i cittadini di Parigi e Roma”. Caso chiuso.