L’orgoglio gay dietro le dichiarazioni del sindaco di Parigi su Alemanno?

Parigi è gemellata con Roma, eppure il proprio sindaco sembrerebbe non curarsene. Come vi abbiamo segnalato ieri le maire de Paris avrebbe messo a rischio i rapporti con la capitale italiana per via di alcune dichiarazioni non proprio d’amore nei confronti d’Alemanno. Che quest’ultimo in quanto ex missino possa non stare simpatico a un socialista

Parigi è gemellata con Roma, eppure il proprio sindaco sembrerebbe non curarsene. Come vi abbiamo segnalato ieri le maire de Paris avrebbe messo a rischio i rapporti con la capitale italiana per via di alcune dichiarazioni non proprio d’amore nei confronti d’Alemanno.

Che quest’ultimo in quanto ex missino possa non stare simpatico a un socialista ci può stare ma arrivare a livelli tali da scatenare un prevedibile incidente diplomatico tra l’Italia e la Francia lascia alquanto stupiti.

Potrebbe esserci dell’altro dietro le dichiarazioni di Delanoë, qualcosa che va oltre i saluti romani che hanno accolto il nostro sindaco nel giorno della sua vittoria elettorale.

Sicuramente la volontà di dare una mano ai democratici italiani che ieri hanno fatto tappa nella città di Parigi con il treno per l’Europa e che negli ultimi mesi continuano a perdere consensi. Ma non solo.

C’è un particolare che alla stampa italiana potrebbe essere sfuggito. Bertrand Delanoë a partire dal 1998 non ha mai nascosto la propria omosessualità e si è sempre battuto per i diritti dei gay partecipando egli stesso come sindaco di Parigi ai Gay Pride organizzati nella capitale francese.

Ebbene proprio in questi giorni è maturata la decisione della giunta Alemanno di non dare il patrocinio del Comune di Roma alla consueta manifestazione dell’orgoglio omosessuale.

E proprio ieri gli organi di stampa hanno battuto le dichiarazioni di Alemanno che ha giudicato tale manifestazione “di tendenza” e pertanto non patrocinabile.

È probabile che tale decisione dell’amministrazione capitolina abbia indotto il sindaco di Parigi a uscire dai rigidi e talvolta ipocriti formalismi tra le istituzioni.

A proposito di istituzioni, non hanno tardato a intervenire sulla questione il Ministro degli Esteri Franco Frattini e il Ministro per le Politiche Europee Andrea Ronchi che auspicano “scuse ufficiali del primo cittadino di Parigi per superare questo che, altrimenti, sarebbe un gravissimo gesto di offesa a Roma e all’Italia”.