Eccellenza: quando il “Super 8” è già una realtà

Le prime giornate del massimo campionato italiano confermano i timori della vigilia. Otto squadre fanno un campionato, le altre due guardano.

Un massimo campionato di rugby a otto squadre. Una proposta che da tempo circola per gli ambienti federali, ma che finisce sempre per restare sulla carta. E sulla classifica. Già, perché le prime quattro giornate dell’Eccellenza confermano i timori della vigilia, che vedeva due squadre decisamente non all’altezza del livello richiesto.

Nessun’accusa a chi scende in campo, perché i giocatori de L’Aquila e Prato ci mettono impegno e buona volontà, ma i dubbi sulle scelte dei club – e della Federazione – appaiono palesi semplicemente guardando la classifica. E non perché L’Aquila e Cavalieri sono mestamente ultimi, appaiati a zero punti. Capita, come c’è un leader di classifica ci dev’essere la “maglia nera” in ogni sport. Ma sono i numeri a parlare.

L’Aquila ha marcato 38 punti subendone 181, Prato ne ha segnati 27 e subiti 201. Il terzo peggior attacco è quello del Petrarca, che però ha segnato 79 punti, cioè più delle due Cenerentole assieme. La terza peggior difesa è quella della Lazio, con 101 punti subiti, cioè quasi un quarto di quelli subiti da L’Aquila e Prato assieme.

E se tra la prima della classe (Viadana) e la terz’ultima (Petrarca) i punti di differenza sono 12, a mostrare come si possa parlare di due veri e propri campionati c’è la differenza tra punti fatti e subiti. Tra il Viadana (+67) e il Petrarca (-16) ballano infatti 83 punti (che diventano 94 se si considerano Calvisano e Rovigo, cioè quelle che hanno la migliore differenza punti), mentre tra il Petrarca e L’Aquila e Prato la differenza è, rispettivamente, di -127 e -158. Quindi tra la prima e l’ottava della classifica ci sono ‘solo’ 83 punti di differenza, mentre tra l’ottava e la nona ce ne sono 127. Serve aggiungere altro?


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© Foto Daniela Pasquetti – Tutti i diritti riservati