Affari italiani: Dogi, c’è lo statuto

Per ora un club a inviti, ma il progetto è quello di portare la franchigia veneta nella Guinness Pro 12.

Dogi, croce e delizia del rugby veneto. Antico ricordo cui si è affezionati, futuro progetto che stenta a partire. Con la crisi tra Benetton e Fir la rinascita dei Dogi sembrava a un passo, non più come club a inviti, ma come vera e propria franchigia territoriale professionistica da iscrivere alla Guinness Pro 12. Poi le questioni economiche e la volontà di Benetton di non fare ancora un passo indietro ha rimesso i Dogi nel cassetto, ma il sogno resta.

Sulle pagine del Gazzettino, infatti, Marzio Innocenti (presidente del comitato Veneto) ha annunciato che lo statuto dei Dogi è praticamente pronto. “Ventotto articoli, mancano solo gli ultimi ritocchi. Lo presenteremo alle 99 società di rugby venete a fine mese in un’assemblea. […] Se ci daranno il via libera partiremo affiliandoci alla Fir” dice Innocenti, che spiega quale sia il progetto. “Secondo lo statuto i Dogi saranno un’associazione con tre obiettivi […] Organizzare partite-evento di una selezione veneta a inviti […] Affiancare l’attività dei piccoli Dogi, le selezioni giovanili del Crv. Dare sostegno tecnico alle società per il loro sviluppo”.

E il sogno Pro 12? Futuribile, forse. “Il passo successivo sarà allestire un piano finanziario per essere eventualmente pronti a partecipare a un campionato come il Pro 12, se si presenterà la possibilità di farlo” conclude Innocenti.


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