Galles: Wru e regioni, prove di dialogo

Incontro, oggi, tra la federazione e i rappresentanti dei club. Bocche cucite, ma si parla di un clima sereno che fa essere ottimisti.

Stanno parlando da stamattina, ma ovviamente ancora nulla filtra dalle stanze chiuse in cui si trovano i dirigenti della Federazione gallese e i rappresentanti delle quattro regions ribelli. Eppure oggi può essere un giorno decisivo per il futuro del rugby gallese, ma non solo.

Secondo le voci pubblicate dal sito Walesonline, infatti, le parti si sono incontrate oggi, dopo che nell’ultima settimana il chief executive della Wru Roger Lewis e il presidente del Regional Rugby Wales Nigel Short si sono già visti vis-a-vis tre volte.

Insomma, dopo il muro contro muro degli ultimi mesi, ora federazione e regioni sembra stiano seriamente ragionando per trovare una soluzione. Sul tavolo la proposta (271 pagine, ndr.) di un nuovo accordo fatto dalla Wru ai club. Da quel che si sa, ma sono voci, il clima è ben più sereno rispetto al recente passato, un fatto che fa ben sperare per una soluzione.

Al meeting, oltre a Lewis e Short, sarebbero presenti anche Warren Gatland, Steve Phillips – direttore finanziario della Wru -, oltre ai rappresentanti delle regions che si occupano di finanze e sport. Tradotto, un vertice al massimo livello, dove i temi saranno soldi, ovvio, ma anche le prospettive sportive del rugby gallese.

Prospettive che, con effetto domino, coinvolgeranno anche la Pro 12 (quindi anche l’Italia), la Premiership e il rugby europeo. Un accordo “celtico” isolerebbe nuovamente l’Inghilterra nella bagarre Heineken Cup, un accordo “anglogallese” (poco credibile), invece, ucciderebbe la Pro 12 e darebbe forza alle posizioni inglesi in Europa. Poi c’è l’ipotesi rottura, che sembrava certa, ma che nelle ultime ore potrebbe venir scongiurata.

Credit image by Getty Images

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