USA: All Blacks, solo il primo passo per il rugby a stelle e strisce

La sfida di Chicago di sabato prossimo rientra in una politica per far crescere la palla ovale (senza caschi) negli Stati Uniti.

Il Soldier Field tutto esaurito. Non una novità quando in campo scendono i Chicago Bears e la palla ovale è quella del football americano, sport nazionale degli USA. Il Soldier Field tutto esaurito, ma per un altro tipo di ovale, è invece un evento storico. Sabato a Chicago tutti i 62mila posti dello stadio saranno occupati quando gli Stati Uniti sfideranno gli All Blacks.

Un match unico, irripetibile, che gli Eagles hanno fortemente voluto. “Ne abbiamo parlato il novembre scorso. Ho detto a Steve (Tew, ceo della Federazione neozelandese, ndr.) che erano andati a giocare in Giappone e che era il nostro turno” ha dichiarato Nigel Melville, il numero 1 del rugby americano. Detto, fatto, un anno dopo i campioni del mondo scendono in campo negli USA, in quella che però è solo la prima – importantissima – tappa del rugby a stelle e strisce.

“Siamo probabilmente lo sport di squadra che sta crescendo più velocemente in America. Questa partità farà crescere questa sensazione e crescita. La gente la vedrà in tv e si emozionerà a vedere una partita del genere. Nessuno credeva che avremmo riempito uno stadio di football e lo abbiamo fatto. La gente ci inizierà a prendere più sul serio ora che abbiamo venduto 62mila biglietti”.

Come detto, però, la supersfida con gli All Blacks è solo la ciliegina su una torta ancora da costruire. Il prossimo passo, come conferma Melville, è riuscire a portare una partita della Premiership inglese sul territorio americano, ma non solo. “Vogliamo candidarci per i Mondiali di rugby 7s del 2018 e, ovviamente, pensiamo anche alla Rugby World Cup 2023” conclude Melville. Insomma, negli USA la palla ovale vuole crescere. E togliersi il casco.


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