Anche Novak Djokovic positivo al coronavirus. Lo è anche la moglie, negativi i figli

Tanti i positivi tra coloro che hanno preso parte all’Adria Tour.

L’Adria Tour è stato la dimostrazione che non si può ancora tornare a una piena normalità. Al torneo di esibizione voluto proprio dal numero uno del tennis mondiale Novak Djokovic non sono state prese precauzioni, si sono visti abbracci, strette di mano, selfie, incontri ravvicinati con il pubblico senza mascherine e senza uso di gel e il risultato è che tanti giocatori e tecnici sono risultati positivi al coronavirus e si sono infettati proprio lì. Il primo a risultare contagiato è stato il bulgaro Grigor Dimitrov, poi sono spuntate le positività anche di Borna Coric, Viktor Troicki, gli allenatori Marko Paniki e Christian Groh e ora anche Novak Djokovic, che tra l’altro ha infettato anche la moglie. Sono invece negativi i due figli della coppia.

Oggi è stato diffuso un comunicato ufficiale in cui si legge:

Novak Djokovic è risultato positivo al test per il Covid-19. Immediatamente dopo il suo arrivo a Belgrado, Novak e tutta la sua famiglia si è sottoposta al test per il coronavirus”

Lo stesso Djokovic ha raccontato:

“Nel momento in cui siamo arrivati ​​a Belgrado siamo stati testati. Il mio risultato è stato positivo, proprio come quello di Jelena, mentre i risultati dei nostri figli sono negativi. Tutto ciò che abbiamo fatto nell’ultimo mese, lo abbiamo fatto con il cuore puro e le intenzioni sincere. Il nostro torneo era destinato a unire e condividere un messaggio di solidarietà e compassione in tutta la regione. Il Tour è stato progettato per aiutare sia i tennisti affermati che quelli emergenti dall’Europa sud-orientale ad accedere ad alcuni incontri agonistici mentre i vari tour sono sospesi a causa della situazione legata al Covid-19. Tutto è nato con un ideale filantropico, per indirizzare tutti i fondi raccolti verso le persone bisognose e mi ha scaldato il cuore vedere come tutti hanno risposto con forza a questo messaggio”

Novak Djokovic ha poi concluso:

“Abbiamo organizzato il torneo nel momento in cui il virus si è indebolito, ritenendo che le condizioni per ospitare il Tour fossero state soddisfatte. Sfortunatamente questo virus è ancora presente ed è una nuova realtà con cui stiamo ancora imparando a convivere. Spero che le cose si allentino nel tempo in modo da poter riprendere la vita così com’era. Sono estremamente dispiaciuto per ogni singolo caso di infezione. Spero che ciò non complichi la situazione di salute di nessuno e che tutti stiano bene. Rimarrò in isolamento per i prossimi 14 giorni e ripeterò il test tra cinque giorni”

Probabilmente questo torneo risulterà una vera e propria lezione per chi crede che si possa già tornare alla normalità.