Rassegna stampa estera: le intercettazioni Berlusconi Patrizia D’Addario e le tombe fenicie

Che i media stranieri si siano concentrati in questi giorni sulle registrazioni delle conversazioni tra Silvio Berlusconi e Patrizia D’Addario è un fatto talmente scontato da non costituire quasi più una notizia. La vera notizia è che finalmente è uscito un articolo a sostegno del nostro primo ministro. E chissà come verrà rielaborato dai fieri


Che i media stranieri si siano concentrati in questi giorni sulle registrazioni delle conversazioni tra Silvio Berlusconi e Patrizia D’Addario è un fatto talmente scontato da non costituire quasi più una notizia. La vera notizia è che finalmente è uscito un articolo a sostegno del nostro primo ministro.

E chissà come verrà rielaborato dai fieri anticomunisti del Popolo della Libertà il fatto che il giornale da cui questa (tanto attesa) difesa proviene sia la russa Komsomolskaya Pravda, erede dell’organo ufficiale del defunto Partito Comunita Sovietico:

Mi potete uccidere, ma non capisco questi italiani e queste italiane (..) dovrebbero essere fieri di tale primo ministro che ha 72 anni ma e’ in forma brillante, ha un sorriso largo, un eloquio bello e colorito… (..) e’ sempre circondato da donne avvenenti che non solo brillano di bellezza ma anche fanno carriera (..) Ora scopriamo che Silvio compie imprese non solo in campo politico ma anche nelle alcove. E’ come un cavalier gentile…(..)

Se Berlusconi sta usando il suo testosterone alla grande forse fa male a qualcuno? Forse alle sue partner? Ma le ultime non si lamentano e con la moglie legittima ha avviato il divorzio (..) Per nessuno e’ un segreto che in Russia Berlusconi e’ amato e questo non lo si puo’ dire di altri leader uomini o donne occidentali. O sono fiori appassiti o sono troppo gonfi della loro ‘missione storica’ perche’ loro sono politici e Silvio e’ un uomo vivo

Max Davidson del britannico Daily Telegraph non arriva fino al punto di difenderlo dai suoi critici ma sembra voler ammettere, tra il serio e il faceto, di invidiare la posizione del primo ministro italiano:

Nuovo giorno, nuovo scandalo per Silvio Berlusconi (..) Perché sento così poca indignazione? (..) Il convenzionale buon senso suggerisce che ogni tacca sulla spalliera del suo letto diventi un chiodo nella sua bara politica. Ma il convenzionale senso comune, in questo caso, è ridicolo. Nonostante la molta simpatia che c’è per la sua infinitamente paziente moglie Veronica, il 50% degli elettori italiani sono uomini, e per loro Berlusconi non è un furfante ma un eroe, che mette in atto le loro fantasie. Ha portato alla seriosità della politica del XXI secolo qualcosa dell’esuberanza dell’Antica Roma. (..) Non sono sicuro se potrei mai votare per Berlusconi. Di sicuro non vorrei essere sposato con lui. Ma posso dire onestamente che non vorrei essere lui? Le sue buffonerie hanno un’innocenza, una gioia semplice, che attenua l’impulso a disapprovare. Ogni uomo, nei suoi sogni, è un Berlusconi, Re del castello, gallo del pollaio, circondato da belle donne che pendono dalle sue labbra. Il fatto che il primo ministro italiano abbia messo in atto questi sogni così sfacciatamente potrebbe fare di lui un volgare buffone, ma lo rende anche stranamente invidiabile

Sotto tutt’altra luce vede la vicenda il britannico Guardian, che ha lanciato brucianti critiche al sistema dell’informazione in Italia:

Come dimostra lo scarso spazio dedicato alle conversazioni intime registrate tra le lenzuola di casa, il Presidente del Consiglio italiano ha instaurato una cultura dell’informazione tipica dei regimi autoritari. Riguardo alle registrazioni di Berlusconi, probabilmente la cosa che colpisce maggiormente è che la maggior parte degli italiani sappia solo vagamente della loro esistenza, quando non la ignorano del tutto. Il fatto che il periodico d’informazione L’Espresso abbia pubblicato sul proprio sito le registrazioni realizzate da una donna che dice di essere andata a letto con lui lo scorso novembre, nella speranza di assicurarsi denaro o influenze, non è stato riportato dalla maggior parte dei telegiornali di ieri sera. (..) Insieme, totalizzano i due terzi del pubblico nella fascia d’ascolto serale. Si potrebbe obiettare che, poiché le registrazioni e le trascrizioni sono state rese disponibili su internet e poiché sono state riportate dalla stampa, non importa che la TV non se ne sia interessata. Ma ciò trascura due punti cruciali. Il primo è che l’Italia è tra le nazioni più indifferenti a internet. Secondo un’inchiesta del Guardian lo scorso anno meno di un terzo della popolazione aveva accesso al web e quegli italiani che erano collegati usavano internet relativamente poco. (..) Questa è un’importante ragione per cui a Berlusconi è stato possibile ignorare le richieste di sue dimissioni. (..) Ciò che osserviamo in Italia è l’emergere di una cultura dell’informazione tipica dei regimi autoritari. Ci sono gli informati: essi includono quelli che leggono giornali come La Repubblica, Il Corriere delle Sera e La Stampa, coloro che abitualmente navigano in rete (soprattutto giovani), e quelli che ascoltano le poche stazioni radio indipendenti come Radio 24 Ore. Quindi ci sono i molto più numerosi disinformati che ancora apprendono le notizie dai telegiornali controllati direttamente o indirettamente da Berlusconi. Questa è una situazione anomala e allarmante in una democrazia occidentale europea, ed ancora di più perché i disinformati sono convinti di essere bene informati come gli altri. Si indignano, si arrabbiano persino, se gli si suggerisce il contrario. (..) Siamo abituati a pensare all’Italia come ad una nazione stretta e lunga con una spina dorsale montagnosa. Ma fino a quando Silvio Berlusconi rimarrà in carica faremmo meglio ad immaginarla attraversata da un vasto e profondo crepaccio – una nuova Valle della Disinformazione

Anche Times non ha mancato di pronunciarsi duramente:

Non è il primo leader politico ad approfittare dell’attrattiva del potere. Ma il suo disprezzo per il popolo italiano è ora fuori discussione. E’ giunto sicuramente il momento in cui cessa di portare la vergogna su di sé e comincia ad erodere il prestigio della carica che occupa. Questa è la parabola di uno Stato che in cui le istituzioni del dissenso sono poco sviluppate. Il canale politico formale esercita molta poca pressione: la performance dell’opposizione è deplorevole. (..) Alla sinistra manca un leader di grande autorità. Ed è ingenuo aspettarsi che troppa luce venga emanata dai giornali e dalle televisioni il cui autentico padrone è l’uomo alla ribalta. (..) Facendosi molto onore, il gruppo L’Espresso, che possiede anche La Repubblica, ha riferito il comportamento di Berlusconi con grande chiarezza, senza piegarsi dalle scandalose accuse di Berlusconi che questo fosse “sovversivo” e della sua richiesta agli inserzionisti pubblicitari di boicottare il giornale. La rauca democrazia della stampa libera non è congeniale a Berlusconi, che si sta comportando in una maniera che sta diventando il suo marchio di fabbrica: come se i media, oltre che la politica, fossero parte della sua tenuta sarda. (..) Una delle funzioni base della democrazia è quella di smascherare i mascalzoni. Berlusconi, al momento, sta mostrando disprezzo per il suo popolo attraverso il suo disprezzo per le donne che frequenta. Nel 2006, quando Berlusconi perse la carica per la seconda volta, il nuovo primo ministro Romano Prodi promise che avrebbe offerto un “governo serio” (in italiano nel testo, ndt). L’Italia è un paese serio: padrone di casa del G8, membro della Nato e della zona euro. Non ha un governo serio perché non ha un primo ministro serio

Negli Stati Uniti è invece Time ad occuparsi di nuovo dello scandalo, con un pezzo in cui ipotizza cinque possibili vie d’uscita dalla crisi per il Cavaliere, tra queste:

Attaccare: Berlusconi ha accusato l’Espresso e il quotidiano ad esso legato La Repubblica di stare mettendo in atto una vendetta personale contro di lui ed ha pubblicamente detto agli inserzionisti pubblicitari di smettere di fare affari con queste pubblicazioni. Presentare se stesso come una vittima della stampa è una vecchia tattica con un che di ironico, dal momento che il primo ministro possiede personalmente gran parte dei media italiani. Tuttavia, sta diventando sempre più difficile per Berlusconi convincere i suoi sostenitori che i suoi avversari si stiano semplicemente inventando tutto.

Godersela: “Agli italiani piaccio così come sono”. ha affermato Berlusconi un mese fa. E’ vero. Il primo ministro ha un’incredbile abilità a incarnare certi valori che gli italiani vedono in se stessi. Apprezzano anche il fatto che sfidi quello che vedono come l’ipocrità moraleggiare degli avversari. Ricordate, Berlusconi è al massimo del suo potere quando è al massimo delle sue virtù di intrattenimento

Nelle ultime ore di ieri è poi cresciuta l’attenzione della stampa estera per il caso delle tombe fenicie di cui Berlusconi si vanta nelle registrazioni delle sue conversazioni con Patrizia D’Addario. Ne hanno riferito il Daily Telegraph, il Washington Post, il Daily Mail (che ha parlato ironicamente di “italiani finalmente indignati per le registrazioni a sfondo sessuale (non per il sesso, ma per la parte in cui rivela che ci sono 30 antiche tombe nella sua proprietà)“) e il Guardian, che tuttavia tra le righe sembra insinuare che quella del Cavaliere potrebbe essere in realtà un’altra bugia:

Oggi il primo ministro italiano fa fronte alla bizzarra possibilità che il segreto più esplosivo nelle registrazioni non sia né sessuale né finanziario, ma archeologico (..). Dopo aver notato che il lago è abbellito da un fossile di balena, Berlusconi aggiunge “Qui sotto, abbiamo trovato 30 tombe fenicie del 300 a.C.”. Si è trattato di una notizia per la comunità archeologica. Una notizia sensazionale, pure. Una necropoli sotto la proprietà vicina a Porto Rotondo sulla Costa Smeralda sarebbe la prova di un insediamento fenicio in un’area in cui non si pensava che si fossero mai collocati. L’Associazione Italiana di Archeologia ha dichiarato che sarebbe “di estrema importanza per lo studio dell’espansione fenicia nell’isola”. Di più immediato interesse capire come mai, se durante lo scavo del lago è stata fatta una scoperta così evidentemente importante, le autorità non siano state avvertite. I funzionari del governo nella vicina Olbia non ne sapevano niente. Si tratta di una questione seria. Il mancato riferimento di un ritrovamento archeologico entro le 24 ore è un reato punibile con fino a 12 mesi di prigione in Italia. (..) Il primo ministro è già venuto meno alla sua promessa di spiegare la sua relazione con un’adolescente e ha buttato sul ridere la divulgazione delle registrazioni. Resta da vedere se i morti riusciranno laddove i vivi hanno fallito, costringendolo a rendere conto del suo comportamento

Ciliegina sulla torta, il sondaggio lanciato dal blog americano Huffington Post tra i suoi lettori per eleggere la top 10 dei peggiori leader internazionali. Il nostro Silvio Berlusconi si piazzava nel pomeriggio di ieri secondo, dietro soltanto all’ayatollah iraniano Ali Khamenei.

Seguono (non senza una certa esagerazione) Re Abdullah bin Abdul Aziz Al Saud (Arabia Saudita), il dittatore nordcoreano Kim Jong II, quello dello Zimbabwe Robert Mugabe, Omar al-Bashir (Sudan), Than Shwe (Birmania), Hugo Chavez (Venezuela), il colonnello libico Gheddafi e Hu Jintao (Cina).

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