Affari italiani: Cavalieri Prato, i problemi non finiscono mai

Dalla Toscana arrivano nuove accuse nei confronti della gestione del club negli ultimi anni.

Il sito “Il Bubbone” ha affrontato negli ultimi giorni la crisi dei Cavalieri Prato, partendo da un’intervista all’ex assessore allo sport della città toscana, passando per la cronistoria dei Cavalieri e, arrivando, oggi, a un nuovo capitolo dell’annosa faccenda. Quello riguardante la Cittadella dello sport. Ma andiamo per gradi.

Prendendo spunto dall’articolo del Bubbone, vediamo come si è evoluta (fino all’involuzione, ndr.) la storia dei Cavalieri dal 2000 a oggi. Nel 2000 il “Rugby Jolo” (Serie B), si fonde con il “Rugby Prato” (serie C) creando i Cavalieri, una squadra formata da giocatori locali. Nel 2002 arriva la promozione in Serie A, e si arriva al 2008, quando Fabrizio Tonfoni diventa Presidente, carica che ricopre anche attualmente. Immediata arriva la promozione in “Top 10” e i Cavalieri perdono parte della loro anima locale, con una rosa che comprende nove stranieri e cinque semipro. Nella stagione 2009/10 arriva il quinto posto, ma anche l’accorpamento di tutto il settore giovanile con il “Sesto Rugby”. A “I Cavalieri” rimane soltanto la gestione della prima squadra, nella quale militano soltanto sette giocatori pratesi.

Nell’annata 2010/11, la squadra raggiunge la semifinale scudetto e nell’estate iniziano i primi lavori allo stadio “Chersoni” di Iolo, con un ampliamento di 2500 posti. L’anno successivo arriva la finale scudetto, ma anche i primi problemi economici. Per i giocatori, infatti, sembra che la stagione finisca con una mensilità in ritardo e senza veder riconosciute le spettanze di premi in denaro per il raggiungimento di alcuni obiettivi. A fine anno si dimette il Direttore Sportivo Gabriele Lai. Anche l’anno successivo la squadra raggiunge la finale scudetto, finendo però ancora una volta il campionato con due mensilità di ritardo e, dopo il caso esploso a gennaio 2013, con 38 dipendenti che aprono un arbitrato nei confronti del Presidente Tonfoni per il ritardo di pagamenti superiore a 60 giorni.

Nel maggio 2013 Gabriele Lai torna a essere Direttore Sportivo e si accorda con i creditori per la dilazione del debito nelle stagioni successive. Tutti i creditori ritirano l’arbitrato entro il 10 di luglio, data ultima per l’iscrizione al campionato e la squadra è salva, anche se ben 14 giocatori decidono di andarsene.

Il resto è storia recente, raccontata fin da gennaio su questo blog (con le smentite diffamatorie della società smentite dai fatti, ndr.), con i Cavalieri che chiudono al quinto posto, ma con le mensilità da saldare alla fine del campionato che sarebbero quattro. Nel maggio del 2014, Paolo Grazzini acquisisce il 25% delle quote di Tonfoni e nasce la “I Cavalieri srl”. Il 2 luglio scade la data ultima per l’offerta di una cordata di imprenditori pratesi per rilevare il titolo sportivo de “I Cavalieri srl”, accordo che prevedeva l’estinzione del debito della stagione precedente nei confronti dei giocatori da parte di chi quel debito l’aveva contratto, ovvero il presidente Tonfoni. Il 10 luglio arriva il termine per l’iscrizione al campionato, ma il debito verso i giocatori non viene saldato per l’importo totale. Nonostante ciò il Consiglio Federale del 29 luglio accetta l’iscrizione de “I Cavalieri”. Che si presentano al via della stagione con la rosa ridotta all’osso, con l’addio di tutti i giocatori della passata stagione e con una squadra non all’altezza.

Questa l’evoluzione (?) sportiva e societaria, ma poi c’è ancora il capitolo Cittadella. Sempre il Bubbone, oggi, si pone più di un quesito sul reale stato dell’arte dell’impianto sportivo. E, soprattutto, sulla copertura economica di una struttura voluta dai Cavalieri Prato, ma che verrà pagata da chi? Se lo chiede il sito d’informazione di Prato e la sua approfondita analisi sui costi e le spese della Cittadella la trovate a questo link.

Dalle immmagini che si vedono, infatti, la Cittadella dello Sport di Iolo è ancora un cantiere aperto, ma la banca avrebbe già erogato il mutuo da 2 milioni di euro a favore dei Cavalieri Prato. Con la garanzia del Comune di Prato che, dunque, se i Cavalieri dovessero non poter onorare il debito, si dovrebbe accollare le spese. Per un impianto non finito, anzi, secondo quanto scrive il sito pratese. Insomma, per i Cavalieri e per Prato la situazione resta critica. In campo, ma non solo.


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