‘Ndrangheta: sequestrati beni per 10 milioni a clan Alvaro

Beni per dieci milioni di euro, riconducibili alla cosca Alvaro di Sinopoli (Reggio Calabria) sono stati sequestrati dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Dda. Si tratta di quattro ville considerate nella disponibilità di Domenico Alvaro, 77 anni, condannato in primo grado a tre anni di carcere per avere

di remar


Beni per dieci milioni di euro, riconducibili alla cosca Alvaro di Sinopoli (Reggio Calabria) sono stati sequestrati dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Dda. Si tratta di quattro ville considerate nella disponibilità di Domenico Alvaro, 77 anni, condannato in primo grado a tre anni di carcere per avere favorito la latitanza del boss Carmine Alvaro, 57 anni. Da Strilli:

L’ingente patrimonio immobiliare, abilmente occultato in zone difficilmente accessibili e mai catastalmente dichiarato, è stato individuato dai finanzieri attraverso il controllo economico del territorio effettuato anche a mezzo di sorvoli con velivoli ad ala rotante in dotazione al Corpo.

Il sequestro beni è stato eseguito dal Nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria ed è la prosecuzione dell’operazione “Matrioska” del 12 maggio scorso. Nel solo 2010 alla cosca Alvaro sono stati sottratti beni per trenta milioni di euro.

Da Calabria Notizie:

La cosca Alvaro è una delle “storiche” consorterie mafiose calabresi, attiva fin dai primi anni ’70: secondo alcuni collaboratori di giustizia fu addirittura Domenico Alvaro, capo del locale di Sinopoli, a mediare tra Pasquale Condello e Giorgio De Stefano per porre fine alla guerra di mafia degli anni ‘80/’90 di Reggio Calabria. La cosca Alvaro è storicamente suddivisa in cinque gruppi delinquenziali denominati secondo il soprannome del capostipite: quello stroncato oggi (il cosiddetto “Carni i cani”), a giudizio degli inquirenti, è il ceppo più pericoloso.

Il quadro tracciato dagli investigatori ha consentito di appurare che dopo la morte del vecchio patriarca Cosimo Alvaro (avvenuta nel 2000), lo scettro del comando della cosca era stato assunto da Carmine Alvaro e, dopo la cattura di quest’ultimo, da Domenico Alvaro. L’attività di indagine compendia quindi i risultati acquisiti nel corso dell’attività investigativa che ha portato alla cattura di Carmine Alvaro, classe ’53: “Devo dire grazie alla Procura Nazionale Antimafia e all’Ufficio Gip – afferma il Procuratore Capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone – perché questa operazione, svolta grazie alla collaborazione tra Polizia e Carabinieri, riguarda un tipo di mafia ‘pesante’. I risultati – aggiunge Pignatone – sono arrivati grazie al nostro strumento principe: le intercettazioni telefoniche e ambientali”.

Degli affari della cosca nella capitale si legge in questo recente pezzo tratto di Repubblica:

Roma invece ebbe un sussulto quando l’ anno scorso Ros e Scico e le Procure di Reggio Calabria e Roma scoprirono che il “Cafè de Paris” di via Veneto, dopo un periodo di declino, era finito nelle mani del clan alleato degli Alvaro-Palamara di Sinipoli e Cosoleto: gli avevano piazzato un barbiere calabrese come manager. Ma l’ acquisto del Cafè de Paris non era che il coronamento di un’ architettura finanziaria, una scalata da 200 milioni di euro costruita con curaa partire dal 2001.

A febbraio 2009, nell’ambito di un’operazione contro la cosca, a Carmine Alvaro venne notificata in carcere un’ordinanza di custodia. Dagli archivi della Polizia di Stato:

Continuava a reggere le sorti della sua cosca dall’interno del carcere, Carmine Alvaro 56 anni detto “u cupirtoni” (lo pneumatico della ruota), boss dell’omonima cosca di Sinopoli in provincia di Reggio Calabria, (…). Carmine Alvaro, dopo due anni di latitanza era stato arrestato nel luglio 2005 per associazione mafiosa e armi. In questo periodo di detenzione a Monza avrebbe comunque continuato a gestire gli affari della cosca. L’inchiesta, che ha portato all’operazione di oggi e che ha interessato anche comuni della cintura di Roma, fa luce sulla straordinaria potenza economica e militare degli Alvaro, un clan che ha diramazioni in tutta Europa e anche oltreoceano.

Foto | Il Quotidiano della Calabria

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