Scandalo doping: steroidi ai giocatori, Kenya nella bufera

Secondo indiscrezioni il coach Paul Treu e cinque membri dello staff sarebbero sotto inchiesta.

Uno scandalo colpisce il rugby e, in particolare, il rugby 7s. Secondo indiscrezioni che stanno circolando da qualche ora, infatti, la nazionale del Kenya di rugby a sette, che partecipa alle World Series e che è una seria candidata a un posto alle Olimpiadi, farebbe uso di steroidi.

A riferirlo è l’Associated Press che riporta le parole di chi ha investigato il caso (una commissione governativa, ndr.), secondo cui il coach Treu e altri membri dello staff davano ai giocatori integratori mischiati a steroidi prima e dopo le sessioni d’allenamento. Una ‘terapia’ che veniva interrotta pochi giorni prima degli impegni ufficiali, nel tentativo di evitare i controlli antidoping.

La scoperta sarebbe avvenuta lo scorso gennaio e la Federazione keniota, subito informata, avrebbe bloccato questa pratica. Il doping, però, è una piaga molto seria in Kenya, dove i casi di positività in atletica sono numerosi e dove i controlli sono inesistenti o quasi. Insomma, il governo dello sport keniota chiude più di un occhio di fronte al doping (come accade anche altrove, come ben sappiamo).

Al momento non è chiaro se i giocatori coinvolti fossero coscienti di ciò che veniva loro somministrato, mentre l’investigazione ha portato a un procedimento disciplinare contro Paul Treu e altri cinque membri dello staff della squadra. Uno scandalo che dal rugby 7s rischia di allargarsi anche al rugby a XV, visto che secondo indiscrezioni sarebbero sotto accusa anche il coach e l’assistant coach della nazionale keniota di rugby a XV.


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