Bari: furti d’auto con estorsione ai concessionari, arresti

Rubavano auto di lussso e chiedevano il “riscatto” ai concessionari. Sono nove, su undici richieste emesse, le ordinanze di custodia cautelare che i carabinieri di Gioia del Colle e i colleghi di Bari stanno eseguendo a carico di presunti membri di un’associazione a delinquere finalizzata al furto, alle estorsioni, alla ricettazione e al traffico di

di remar


Rubavano auto di lussso e chiedevano il “riscatto” ai concessionari. Sono nove, su undici richieste emesse, le ordinanze di custodia cautelare che i carabinieri di Gioia del Colle e i colleghi di Bari stanno eseguendo a carico di presunti membri di un’associazione a delinquere finalizzata al furto, alle estorsioni, alla ricettazione e al traffico di stupefacenti.

I provvedimenti – emessi dal gip di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia – riguardano soggetti residenti a Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Valenzano, Capurso e Cassano Murge. La banda operava a sud di Bari e in tutto avrebbe rubato una quarantina di automobili, più attrezzature trafugate nei concessionari, per un valore di 600 mila euro. Da Stato Quotidiano:

Nel corso delle indagini è emersa la sistematica esecuzione dei “colpi” mediante modalità organizzative in “squadre”, ognuna con dei ruoli ben definiti, e la disponibilità di numerose attrezzature come radio rice-trasmittenti, torce, autovetture di provenienza delittuosa per gli spostamenti, carburante da impiegare per i movimenti dei mezzi rubati.

Scrive La Gazzetta del Mezzogiorno a proposito degli arrestati:

Si tratta di presunti affiliati al clan di Michelangelo Stramaglia, figura di spicco del clan Parisi. Nel corso delle indagini è emersa la sistematica esecuzione dei ‘colpì mediante modalità organizzative in ‘squadrè, ognuna delle quali con ruoli ben definiti, e la disponibilità di numerose attrezzature come radio ricetrasmittenti, torce, autovetture risultate rubate per gli spostamenti, carburante da impiegare per i movimenti dei mezzi rubati.

Foto | Flickr