Mondiali 2015: il borsino a un anno dall’appuntamento iridato (Seconda parte)

A 11 mesi dalla Rugby World Cup vediamo come stanno le nazionali più forti. Oggi tocca agli outsider di lusso.

Il prossimo 18 settembre partirà la Rugby World Cup “Inghilterra 2015” e gli appuntamenti importanti prima della manifestazione iridata rimangono pochissimi. Test Match autunnali, Sei Nazioni e Rugby Championship, poi sarà il momento della verità. Come stanno, a 11 mesi dai Mondiali, le nazionali più forti? Oggi tocca a Galles, Francia, Scozia, Samoa e Argentina.

Galles

Ha dominato la scena europea tra il 2012 e il 2013, mentre quest’anno ha sofferto molto i problemi interni e lo scontro tra Federazione e Regions. Scontro concluso e, ora, Warren Gatland può lavorare con un gruppo compatto che può ritrovare la strada persa 12 mesi fa. Punti deboli? Il mix tra giovani ed esperti è buono, ma diversi senatori iniziano a pagare l’età e, forse, non arriveranno al 100% ai Mondiali. Punti forti? Il Galles è probabilmente la nazionale con più certezze nel XV titolare, una squadra che si conosce già a memoria da diversi anni, ma con alcuni giovani innesti di gran qualità.

Francia

A.A.A. cercasi Francia. E’ il big team più in crisi degli ultimi anni, arriva da due stagioni pessime e Philippe Saint-André è sempre sulla graticola. Risultati mediocri, poche certezze in campo, troppi cambi continui per raddrizzare una nave allo sbando, la Francia deve cambiare rotta velocemente, fin da novembre, per poter essere una candidata credibile ai Mondiali. Punti deboli? Tanti, ma specialmente una mediana reinventata continuamente, a dimostrazione che PSA ha le idee poco chiare. Punti forti? E’ pur sempre la Francia, le qualità individuali sono indiscutibili, ora è il momento di farla diventare una squadra.

Scozia

Vern Cotter sta lavorando in un cantiere aperto, deve ancora prendere realmente in mano la squadra e la Scozia sta lavorando alacremente per farsi trovare pronta tra un anno. Il girone iridato degli Highlanders è ostico e imprevedibile e per Cotter serve trovare in fretta concretezza e qualità, che sono mancati negli ultimi due anni. Punti deboli? La Scozia storicamente non sa segnare e anche ultimamente è mancato troppo spesso il killer instinct. Punti forti? L’ossatura dei Glasgow Warriors, protagonisti nella Guinness Pro 12 può dare certezze e convinzione alla squadra di poter fare bene.

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Samoa

Sono i pacifici più forti degli ultimi anni, hanno una potenza atletica unica, cui hanno saputo aggiungere una qualità tattica più “europea”. Nonostante ciò dopo un anno perfetto negli ultimi mesi hanno convinto meno, mostrando i limiti più classici del rugby pacifico, ma restano una squadra pericolosa per ogni avversario, soprattutto se fisicamente inferiore. Punti deboli? L’aggressività fisica è l’arma in più, ma spesso si trasforma in una pistola puntata contro se stessi per i samoani. Punti forti? I trequarti uniscono skills di qualità a una prestanza fisica che mette in difficoltà le difese più leggere.

Argentina

Si è sbloccata due settimane fa contro l’Australia, conquistando la prima vittoria nella Rugby Championship dopo tre anni. Un successo che dà all’Argentina l’entusiasmo e la convinzione giusta per lavorare al meglio in ottica mondiale, a iniziare dal tour autunnale in Europa. Punti deboli? Il XV ideale è di livello mondiale, ma la panchina è corta e in caso di infortuni l’Argentina rischia di ritrovarsi con una squadra non all’altezza. Punti forti? La mischia, ovviamente, che anche in questa Rugby Championship si è dimostrata devastante, mettendo in difficoltà sia All Blacks sia Springboks quando si è trattato di andare in trincea.


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