Fondo Unico per lo Spettacolo: Silvio Berlusconi dice sì a Gabriella Carlucci

Settimana densa di decisioni per tutti gli italiani, e sono tanti, che vivono grazie ai mass media. Oltre alla fumata bianca sulle nomine RAI, è stato ridimensionato il taglio al Fondo Unico per lo Spettacolo.Stando a quanto dichiarato dalla conduttrice televisiva e parlamentare Gabriella Carlucci, che nei giorni scorsi ha trascurato la propria mozione contro



Settimana densa di decisioni per tutti gli italiani, e sono tanti, che vivono grazie ai mass media. Oltre alla fumata bianca sulle nomine RAI, è stato ridimensionato il taglio al Fondo Unico per lo Spettacolo.

Stando a quanto dichiarato dalla conduttrice televisiva e parlamentare Gabriella Carlucci, che nei giorni scorsi ha trascurato la propria mozione contro l’aborto per salvare l’altra sua voce di reddito con Luca Barbareschi (che pare prenderà il posto di Maurizio Crozza su la7), il Presidente del Consiglio dovrebbe stanziare per l’anno prossimo 60 milioni per lo spettacolo.

Evitando i facili populismi, più che sulle finalità di tale finanziamento, vorrei concentrare la vostra attenzione sulla tempistica adottata per risolvere il problema.

Lunedì 20 luglio l’Unità dedica alla manifestazione, prevista per il pomeriggio dello stesso giorno, la prima pagina. Il giorno dopo i vari appelli lanciati davanti a Montecitorio occupano le cronache della gran parte dei quotidiani. In piazza, da parte a Carlo Verdone, sfila anche Walter Veltroni.

Giovedì 21 luglio Gabriella Carlucci annuncia alla stampa l’impegno del Premier a favore del Fondo Unico per lo Spettacolo.

Tre giorni. Sono stati sufficienti tre giorni per risolvere un problema tutto sommato marginale se si considera che si pur sempre ragionando su finanziamenti ad un business molto proficuo.

Inevitabile, quindi, pensare che la mancata risoluzione di altri problemi non dipenda da un’impossibilità di fatto del sistema quanto ad una semplice, e stupida, predisposizione a causa della quale si cambia solo quel che si vuole. Cambiare, e anche velocemente, si può. Chissà poi perché si lo fa così raramente.

Foto | wlaciccia.it

I Video di Blogo