Mafia, arresto Emilio Fusco: gli omicidi contestati al boss della famiglia Genovese

Non un semplice affiliato ai Genovese di New York, ma un vero boss, ritenuto il “capofamiglia” a Springfield, nel Massachusetts. È il profilo che gli investigatori tracciano di Emilio Fusco, 42 anni, originario di Quindici, arrestato due giorni fa a Sant’Agnello, a due passi da Sorrento, dai carabinieri del Nucleo investigativo di Avellino.Ricercato dall’Fbi, per

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Non un semplice affiliato ai Genovese di New York, ma un vero boss, ritenuto il “capofamiglia” a Springfield, nel Massachusetts. È il profilo che gli investigatori tracciano di Emilio Fusco, 42 anni, originario di Quindici, arrestato due giorni fa a Sant’Agnello, a due passi da Sorrento, dai carabinieri del Nucleo investigativo di Avellino.

Ricercato dall’Fbi, per estorsioni e traffico di droga, il 42enne è ritenuto coinvolto nell’omicidio di Gary Westerman, che per conto delle famiglia si sarebbe occupato del traffico di stupefacenti, e di Adolfo “Al” Bruno. Westerman sarebbe stato ucciso, secondo quanto emerso dall’attività investigativa, perché sospettato di aver collaborato con i federali. Un doppio gioco imperdonabile. Da Apcom:

Il 4 novembre 2003 è scattata la trappola: Westerman non doveva sospettare di nulla, l’omicidio sarebbe avvenuto a casa di uno spacciatore. Arillotta e Fusco si erano nascosti furtivamente nel garage dell’abitazione, mentre i fratelli Geas dovevano entrare nell’appartamento dello spacciatore con Westerman per simulare un furto. Giunti all’interno, però, i Geas sparano a Westerman, rendendolo in fin di vita.

Anzi, per i quattro gangster sembrava proprio morto. Mentre però lo stavano trascinando per seppellirlo in una buca che già avevano scavato, si sono accorti che l’uomo ancora respirava: è a questo punto che Fusco ha dato prova di quanto era capace, finendo Westerman con più colpi di piccone in testa.

Sempre nel 2003, ad ottobre, venne assassinato Adolfo Bruno, “pentito” della famiglia Genovese. Le sue dichiarazioni erano costate una condanna a Fusco per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di crimini.

Secondo i carabinieri di Avellino, che lo hanno arrestato, Fusco ha partecipato all’omicidio di Adolfo Bruno, nell’ottobre del 2003: una vendetta per punire alcune dichiarazioni di Bruno all’FBI, che durante un processo ai suoi danni lo avevano poi inchiodato. Bruno aveva infatti dichiarato che Fusco apparteneva alla famiglia Genovese. Il boss non aveva perdonato e con altri due affiliati al clan, Anthony Arillotta e Felix Tranghese, aveva deciso di fare fuori Bruno, consegnando personalmente al killer Frank Roche la pistola calibro 45 che avrebbe ucciso Bruno.

Nei giorni scorsi l’Fbi, via Interpol, dopo gli arresti di Anthony Arillotta e Felix Tranghese, aveva comunicato alle forze dell’ordine italiane l’emissione nei confronti di Fusco di un’ordinanza di carcerazione del tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto sud di New York, per i reati di associazione criminale ed estorsione.

Fusco si trova ora nel carcere di Avellino a disposizione della Corte d’appello di Napoli competente per i mandati d’arresto internazionali.

Via | Mafia News ReportOttopagine.it
Foto | NonsoloNera

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